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Quanto pesa la tecnologia?

Nuovo episodio di “Coordinate future” sull’insostenibile leggerezza del digitale

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C’è chi crede che il digitale sia leggero: niente carta, niente spostamenti, niente sprechi visibili. Ma ogni sua richiesta a ChatGPT consuma l’equivalente di una ricarica dello smartphone. È il paradosso della nostra epoca: ciò che percepiamo come immateriale ha un corpo pesante, fatto di data center, server roventi ed energia che non vediamo. In questo quarto episodio di “Coordinate future”, il podcast dell’Università di Trento realizzato con Chora Media, Paolo Giorgini, professore di Sistemi di elaborazione delle informazioni al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’ateneo trentino, svela l’impatto energetico nascosto del digitale e dell’intelligenza artificiale.

Dal costo dell’addestramento dei modelli alle migliaia di ricerche quotidiane, fino all’acqua consumata per generare una semplice e-mail: ogni gesto online ha un prezzo. 
Ma non è una condanna. Si parla anche di soluzioni: infrastrutture sostenibili come Trentino Data Mine, primo data center in Europa situato all'interno di una miniera attiva, modelli di intelligenza artificiale più leggeri, tecniche di ottimizzazione e nuovi approcci in cui l’intelligenza artificiale rende più efficiente sé stessa. 

Un viaggio dentro ciò che il digitale nasconde, per capire che la vera sostenibilità nasce dalla consapevolezza e dall’uso intelligente delle nostre tecnologie.
“Coordinate future” è disponibile su tutte le piattaforme audio gratuite.
Maggiori informazioni: https://www.unitn.it/it/coordinate-future
La presentazione del podcast su UniTrentoMag: https://mag.unitn.it/vita-universitaria/121608/la-sostenibilit-in-un-podcast