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Difendere l’arte, anche in guerra

Mercoledì 21 gennaio incontro sul patrimonio culturale come strumento diplomatico e politico

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Cosa succede al patrimonio culturale quando scoppia un conflitto, quando un territorio è colpito da una crisi prolungata o quando un’emergenza cancella luoghi, memorie e identità? E soprattutto: chi lo difende e con quali responsabilità? A queste domande prova a rispondere “Difendere l’arte. L’Italia e la sicurezza internazionale dei beni culturali”. L’idea è che il patrimonio culturale non è solo una questione artistica, ma un vero e proprio strumento politico e diplomatico che serve a rafforzare le relazioni tra paesi quando ci si confronta sulla ricostruzione, sul risarcimento dei danni alle popolazioni che hanno subìto un’aggressione o una dominazione. Un tema politico, giuridico e umano, che attraversa la sicurezza internazionale, i diritti, la memoria e la ricostruzione delle comunità.

Ad aprire i lavori è Krista Pikkat, direttrice dell'Entità Cultura ed Emergenze dell'Unesco, che illustra come la tutela del patrimonio entri oggi a pieno titolo negli interventi umanitari e nelle risposte alle emergenze. Seguono una serie di interventi di persone che lavorano “sul campo”. Il primo panel è dedicato a chi si occupa della protezione: dalle organizzazioni internazionali all’Unione europea, fino alle università e ai nuovi strumenti del diritto internazionale. Si parlerà di conflitti e crisi che durano nel tempo e diplomazia del patrimonio. Nel secondo panel, lo sguardo si allarga alle conseguenze di lungo periodo: memoria, riconciliazione e diritti. Dalla restituzione dei beni alla tutela del patrimonio digitale, fino ai casi estremi in cui il territorio stesso scompare, emerge una domanda comune: come proteggere ciò che definisce l’identità di una comunità quando tutto il resto è fragile? La giornata si chiude con una tavola rotonda internazionale online, che riporta il dibattito alle pratiche concrete: musei, fondazioni e organizzazioni attive in Sudan, Armenia, Medio Oriente e altri contesti di crisi racconteranno esperienze dirette di salvaguardia, dialogo e ricostruzione.

L’evento è in lingua inglese. L’invito a partecipare è rivolto alla cittadinanza.
È possibile seguire l’incontro online registrandosi qui
L’ingresso è libero su prenotazione
Mercoledì 21 gennaio alle 8.45 al Palazzo di Economia (Trento – Via Inama, 5)
Maggiori informazioni: programma