Quante minoranze vivono in Trentino? La risposta più immediata (e diffusa) è di certo quella che individua ladini, mocheni e cimbri: le comunità storiche protette dallo Statuto speciale di Autonomia. Ma esistono anche altre minoranze, spesso invisibili e ai margini dell’attenzione pubblica: sono le comunità rom e sinte, che costituiscono il gruppo etnico e linguistico più numeroso in Europa. Su queste popolazioni continuano a gravare marginalizzazione e pregiudizi, alimentati dalla disinformazione e dalla difficoltà di individuare e contrastare le forme, spesso sottili ma persistenti, dell’antiziganismo contemporaneo.
Per sensibilizzare la cittadinanza, l’Università di Trento propone, all’interno della rassegna “noi-altri. Maggioranza e minoranze in dialogo”, l’incontro dal titolo “Oltre i pregiudizi. Conoscere le comunità rom e sinti”.
La data scelta non è casuale. In occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime della Shoah, si intende ricordare anche il Porrajmos – “divoramento” in lingua romanì – il genocidio delle comunità rom e sinti perpetrato dai regimi nazifascisti, a lungo rimosso dalla memoria pubblica europea e ancora oggi poco conosciuto.
Intervengono Stefania Pontrandolfo dell’Università di Verona e direttrice del Centro di Ricerche etnografiche e di Antropologia applicata “Francesca Cappelletto” (Creaa) e Radames Gabrielli, presidente dell’Associazione Nevo Drom. Modera Giorgia Decarli dell’Università di Verona.
Il ciclo “noi-altri” nasce per esplorare le molteplici dimensioni della diversità e delle minoranze. Si conclude il 3 marzo ed è promosso dall’Università di Trento in collaborazione con il Centro per la cooperazione internazionale e la Biblioteca comunale di Trento.
L’incontro è rivolto alla cittadinanza e la partecipazione è libera.
Martedì 27 gennaio alle 17.30 nella Sala Affreschi della Biblioteca comunale di Trento (Via Roma, 55)
Maggiori informazioni: programma
(l.l.)




