La cucina racconta chi siamo. In Italia, più che altrove. Il legame tra gastronomia e identità ha assunto nel nostro Paese una dimensione quasi mitologica, fino a diventare uno dei pilastri più riconoscibili della nostra cultura. Non a caso, la cucina italiana è oggi apprezzata nel mondo come modello di gusto, tradizione e convivialità, un primato culminato nel dicembre 2025 con l'iscrizione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Il riconoscimento non riguarda singoli piatti o prodotti, ma la cucina italiana nel suo insieme: una pratica culturale complessa, fatta di saperi, rituali e relazioni sociali che si sviluppano attorno al cibo e alla sua condivisione.
A questo tema è dedicato l’incontro “Perché la cucina italiana è un patrimonio dell’umanità”, in programma lunedì 27 aprile, promosso dal Collegio Clesio nell’ambito della serie "Le radici della società moderna".
Ospite sarà Massimo Montanari, docente di Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna e fondatore del Master “Storia e cultura dell’alimentazione”. Studioso di riferimento a livello internazionale, Montanari è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Il mito dell’origine. Breve storia degli spaghetti al pomodoro, e ha coordinato la commissione scientifica che ha curato il dossier di candidatura Unesco.
Nel corso dell’evento presenterà le motivazioni e il significato di questo riconoscimento, inserendolo in una più ampia riflessione sul rapporto tra cibo, cultura e identità.
L’appuntamento si terrà lunedì 27 aprile alle 18.30 nell’aula 001 di Palazzo Paolo Prodi (Trento – Via Tommaso Gar, 14). L'iniziativa è aperta al pubblico.
Maggiori informazioni: programma
(l.l.)




