Editoriali

Festival dell’economia, quo vadis?

Così ci prepariamo insieme al salto di paradigma e alle scelte che ci attendono

16 maggio 2024
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la professoressa Ericka Costa
di Ericka Costa
professoressa ordinaria di Economia aziendale all’Università di Trento

Il Festival dell'economia quest’anno si focalizza sulle sfide economiche del nostro tempo. Un tempo fatto di incertezze ed eventi inattesi che richiedono di essere osservate e affrontate da molteplici punti di vista.

L’Università di Trento collabora al festival partecipando al Comitato scientifico. Il ruolo del gruppo è individuare le grandi questioni del nostro tempo che condizioneranno inevitabilmente il futuro. L’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e la crescente assertività di autocrazie fortemente militarizzate sono al centro del dibattito economico e politico attuale e condizioneranno le economie e le scelte. Per poter esplorare queste complessità, il Comitato scientifico suggerisce panelist che potrebbero portare un contributo significativo al dibattito e coinvolgere il pubblico.

Crediamo sia oggigiorno sempre più importante osservare come l’economia, come scienza sociale, impatta sulla vita di tutti i giorni, sulla quotidianità delle persone, da una semplice operazione di finanziamento in banca fino al ticket per la spesa sanitaria. L’economia come “arte di reggere e bene amministrare le cose della famiglia o dello Stato” è la disciplina che permette di analizzare e comprendere come produrre, distribuire e/o consumare la ricchezza. Pertanto, il Festival dell’economia cerca di riflettere su come tale ricchezza possa essere creata e distribuita, soprattutto in un’occasione di grande cambiamento. Oggi il tema della sostenibilità e della crescita sostenibile è infatti al centro del dibattito economico e aziendale. Nuovi modelli di business sono analizzati per meglio comprendere come sia possibile coniugare la crescita aziendale con la salvaguardia di interessi di diversi interlocutori (l’ambiente e i lavoratori in primis), con un obiettivo di lungo periodo. Questo cambio di paradigma impone di rimettere la persona al centro del dibattito economico, affinché l’economia, come scienza, possa portare a un miglioramento della qualità della vita in maniera inclusiva. Questo cambiamento, come tutti i salti di paradigma, è complesso e porta con sé molte contraddizioni. Il Festival si soffermerà su alcune di esse, al fine di avvicinare il pubblico a tematiche che richiedono ancora molto approfondimento.

Accanto a momenti di taglio scientifico, il Festival dell’economia affianca interventi più orientati alle policy, sia dei governi che delle imprese e delle professioni, al fine di capire come esse andranno evolvendosi nel contesto di incertezza attuale e quali potranno essere le nuove competenze sempre più necessarie. L’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro, i processi produttivi, la gestione dei dati. In futuro occorrerà operare e dialogare sempre più con queste nuove tecnologie. In questo senso, anche tutti i sistemi educativi, dalle scuole all’università, si dovranno interrogare circa le nuove competenze che dovranno essere sviluppate. Questi cambiamenti saranno inevitabili e necessari, ma come ogni cambiamento genereranno frizioni e richiederanno adattamenti, che tengano conto del contesto istituzionale e delle policy attuali. Ecco perché la presenza dei policy maker al Festival dell’economia completa il quadro e permette al pubblico di osservare le molteplici sfaccettature di tali sfide.

Infine, il Festival dell’economia dedica spazio alla valorizzazione di elementi del Trentino grazie al “festival dei territori” che, all’interno del programma, permette di avvicinare il pubblico al contributo che l’economia locale può offrire in chiave nazionale. Solo a titolo esemplificativo citiamo due studiosi trentini che sono stati degli innovatori - ognuno nel proprio campo – e hanno contribuito alla comprensione dei fenomeni economici: Carlo Borzaga e Pietro Nervi.

Carlo Borzaga è stato determinante per riconoscere, non sono in Italia ma anche in Europa, quale sia il ruolo peculiare delle imprese sociali e perché sia importante sostenerne lo sviluppo. È venuto a mancare pochi mesi fa e il festival dedicherà un panel al suo pensiero, alla sua capacità di capire che la scienza economica poteva mettersi a servizio della persona, soprattutto dei soggetti più fragili, che non trovano spesso una collocazione nel mercato. Sono un esempio le cooperative sociali, ma non solo, che nascono su iniziativa privata per promuovere il benessere collettivo in ogni età e condizione della vita.

Pietro Nervi ha invece contributo a capire meglio cosa siano e a cosa servano gli usi civici e le proprietà collettive, con l’intuizione che alcuni beni è preferibile che non siano né pubblici né privati, ma siano gestiti collettivamente, affinché il loro utilizzo vada effettivamente a beneficio della comunità. Ne sono un esempio le Asuc del Trentino e la loro gestione del bosco e dei pascoli.

Il Festival dell’economia rappresenta per l’Università di Trento un momento privilegiato per avvicinare la ricerca in campo economico-sociale alla popolazione, nell’ottica di una ‘educazione culturale’. In questo senso è decisivo il coinvolgimento di giovani, che troveranno spazio a più livelli nel festival, sia come relatori in alcuni eventi, sia come uditori con priorità di domande e quesiti. Di nuovo un modo per trovare un dialogo efficace e costruttivo tra esponenti di primo piano del pensiero economico scientifico e studenti e studentesse, che sono al centro della mission dell’Università di Trento e che come Comitato scientifico abbiamo cercato di valorizzare.

Nota

Il Festival dell'economia “Quo vadis? I dilemmi del nostro tempo” si terrà a Trento dal 23 al 26 maggio 2024. Ericka Costa e Luigi Bonatti del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento sono due dei quattro membri del Comitato scientifico del Festival dell’economia.