
Il 7 luglio scorso, all’età di 82 anni, è morto a New York Antonio Cobalti che dal 1994 al 2014 ha insegnato e svolto importanti ricerche all’interno di quello che attualmente è il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale e da novembre 1996 a novembre 1999 è stato preside dell’allora Facoltà di Sociologia.
La sociologia dell’istruzione e dei sistemi scolastici ha rappresentato la disciplina alla quale Antonio Cobalti ha dedicato la sua attenzione nelle fasi iniziali e in quelle conclusive della sua attività di studioso. Nel 1979, quando ancora insegnava nell’Università di Trieste, aveva pubblicato un volume con i risultati di un’indagine sui modelli di interpretazione del proprio ruolo professionale degli insegnanti delle secondarie superiori italiane (Cobalti, A. & Dei, M., Insegnanti innovazione e adattamento. Una ricerca sugli insegnanti della scuola secondaria superiore, Firenze, La Nuova Italia). E pochi anni dopo, nel 1983, dava alle stampe un altro libro (Cobalti, A., Sociologia dell’educazione. Teorie e ricerche sul sistema scolastico, Milano, Angeli) che riesaminava criticamente le teorie sociologiche ed economiche sulle relazioni intercorrenti tra la configurazione dei sistemi scolastici, da un lato, i processi di integrazione sociale, di sviluppo economico, di stratificazione occupazionale e di mobilità sociale, dall’altro lato. Quest’ultimo tema ha costituito il centro delle sue attività di studioso dalla metà degli anni Ottanta e per i successivi quindici anni. Un suo particolare merito è l’introduzione nella sociologia italiana dell’orientamento analitico che distingue l’aspetto assoluto da quello relativo dei processi di mobilità e che, in quest’ottica, analizza le matrici di mobilità attraverso la modellistica log-lineare. Sull’uso di questi modelli Cobalti ha condotto studi ancor oggi di attualità (si veda, ad esempio, Cobalti, A., 1988, “Alternative conceptual frameworks for the analysis of mobility tables and the log-linear models”, Quality & Quantity, 22: 31-47). Ma ciò che più conta è che ha contribuito in misura decisiva ad avviare le ricerche di mobilità nel nostro Paese. Nel 1988 Cobalti ha cofirmato il primo libro italiano dedicato a questo tema (Barbagli, M., Capecchi, V. & Cobalti, A., 1988, La mobilità sociale in Emilia-Romagna, Bologna, Il Mulino). In quello stesso anno, sono apparsi sulla rivista “Polis” cinque articoli che riportavano i risultati preliminari della prima indagine nazionale condotta in Italia sui processi di mobilità. E l’autore dell’articolo sulla mobilità sociale relativa, era, appunto, Antonio Cobalti. L’indagine era stata svolta nel 1985 e gli esiti definitivi sono apparsi in un volume che Antonio Cobalti e io abbiamo steso assieme (Cobalti, A. & Schizzerotto, A., 1994, La mobilità sociale in Italia, Bologna, Il Mulino). E l’anno successivo Cobalti aveva dato alle stampe un altro suo volume sul tema (Cobalti, A., 1995, Lo studio della mobilità, Roma, La Nuova Italia Scientifica).
Ai dati dell’indagine nazionale di mobilità Cobalti, aveva, comunque, già fatto ricorso per riprendere le non mai dimenticate tematiche di sociologia dell’istruzione. E nel 1993, all’interno di un volume di studi comparati, vedeva la luce un saggio nel quale si mostrava che i processi di espansione scolastica in atto da tempo nel nostro Paese avevano lasciato sostanzialmente inalterate le disparità nelle chance di raggiungere i vari livelli di istruzione intercorrenti tra soggetti di diversa origine sociale (Cobalti, A., & Schizzerotto, A., 1993, “Inequality of educational opportunity in Italy”, in Shavit, Y., & Blossfeld H.P., (eds.), Persisting inequality. Changing Educational Attainement in Thirteen Countries, Boulder, Westview Press:155-176). Qualche anno dopo, e ancora una volta in un volume collettaneo di studi comparati, Antonio Cobalti affrontava, assieme a me, una tematica a cavallo tra la sociologia dell’istruzione e le analisi di mobilità, vale a dire il ruolo dei titoli di studio nei processi di allocazione degli individui nelle varie posizioni occupazionali (Schizzerotto, A., & Cobalti, A., 1998, “Occupational returns to education in Italy”, in Shavit, Y., & Müller, W., (eds.), From School to Work. A Comparative Study of Educational Qualifications and Occupational Destinations, Oxford, Clarendon Press: 253-286).
Svariati altri lavori sono stati pubblicati da Antonio Cobalti su queste due ultime tematiche, lavori che qui non riporto per brevità. Da ricordare, tuttavia, è il fondamentale contributo che egli ha dato alla prima indagine panel sulle condizioni e sulle storie di vita delle famiglie italiane, la cui prima onda, di carattere retrospettivo, venne effettuata nel 1997. Fu lui, infatti, a coordinare la messa a punto dello strumento di rilevazione. La carica di preside della Facoltà di Sociologia gli impedì di partecipare ai successivi sviluppi dell'indagine e alle analisi dei suoi risultati. Ma questo non ha significato in alcun modo l’abbandono della sua attività di studioso. Già nel corso degli anni di presidenza, infatti, Cobalti, oltre a continuare gli studi di mobilità sociale sfociati in una nuova pubblicazione (Ballarino, G. & Cobalti, A., 2003, Mobilità Sociale, Roma, Carocci) aveva ripreso pienamente in mano i temi della sociologia dell’istruzione dedicando la sua attenzione al ruolo assunto dai processi di globalizzazione dell’economia nelle trasformazioni ordinamentali dei sistemi scolastici nazionali nei paesi avanzati e in quelli in via di sviluppo. A questo argomento, tra il 2006 e il 2012 egli ha dedicato ben quattro volumi intitolati, rispettivamente, Globalizzazione e istruzione (Bologna, Il Mulino); Globalizzazione e istruzione in America Latina; Globalizzazione e istruzione in India; Globalizzazione e istruzione nell’Africa sub-sahariana, questi ultimi sotto forma di Quaderni del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale.
Credo di poter concludere il mio breve ricordo di Antonio Cobalti – la cui figura verrà ufficialmente commemorata nei prossimi mesi dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale – ribadendo che con lui l’Università di Trento ha potuto annoverato nelle proprie fila uno studioso di tutto rilievo in ambito nazionale e internazionale.




