Editoriali

In ricordo di Andrea Fuganti

Terre rare e miniere dismesse: la sua capacità di guardare oltre  

18 settembre 2025
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il professor Antonio Frattari
​​​​​​​di Antonio Frattari
già professore ordinario della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento

Il professor Andrea Fuganti è stato uno studioso di grande rigore nel campo delle Scienze della Terra. Le sue competenze scientifiche hanno abbracciato la Geologia, l’Idrologia, la Geologia applicata all’Ingegneria, la Geotermia e le Materie prime.

Ha svolto un’intensa attività di ricerca e insegnamento universitario a cui si è dedicato fin dagli anni ’60 quando, giovane assistente, ha svolto attività di ricerca e insegnamento all’Università di Trieste con la cattedra di Geologia applicata. Il suo impegno scientifico gli ha consentito di diventare nel 1967 libero docente in Geologia e nel 1970 professore ordinario nel raggruppamento Geologia. Per quindici anni ha ricoperto questo ruolo all’Università di Catania, che ha lasciato nel 1985 perché chiamato alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento.

È stato uno dei primi professori a partecipare fattivamente alla programmazione dello sviluppo della neonata Facoltà di Ingegneria istituita, appunto, nel 1985.

Il contributo dato nel corso della sua carriera a Trento è stato fondamentale per la crescita e il consolidamento della Facoltà. Ha proposto e diretto progetti di ricerca innovativi, promovendo collaborazioni tra Ateneo ed enti pubblici e privati, nazionali ed esteri, facendo diventare la Facoltà un punto di riferimento scientifico anche nel campo della cooperazione internazionale.

Come docente ha insegnato la Geologia in un dialogo aperto e costante con studentesse e studenti, non limitandosi a trasmettere nozioni, accompagnandoli nella scoperta della complessità del pianeta, delle sue risorse e della necessità di difenderle e gestirle in modo responsabile secondo un approccio etico, verso il mondo che le circonda.

La sua attività di studioso nel campo dell’Idrogeologia ha dato apporti di grande rilevanza nella ricerca di acque sotterranee contribuendo allo sviluppo e al miglioramento della vita di alcune popolazioni dell’Africa e del Sud America. Ha altresì ampiamente lavorato, in questo ambito, sulla tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche per il consumo umano e delle “acque minerali”.

Di notevole importanza sono stati i suoi approfondimenti nella ricerca delle materie prime. È stato tra i primi a rendersi conto delle potenzialità delle terre rare e del loro ruolo strategico. Oggi abbiamo conferma di quanto sia stato in grado di guardare oltre, capacità che solo pochi studiosi hanno.

Le sue ricerche hanno riguardato anche gli aspetti legati alla Geotermia per quanto concerne, in particolare, la ricerca di acque e vapori ad alta temperatura da impiegare come risorsa energetica o quali fonti per la produzione di energia in alternativa a quella proveniente dall’uso di combustibili fossili.

Ulteriore conferma della sensibilità di Andrea Fuganti alle problematiche ambientali e delle sue capacità scientifiche è l’aver intuito le potenzialità delle strutture minerarie abbandonate per sfruttare la temperatura e le condizioni naturali delle rocce. Da profondo conoscitore dell’assetto geologico del Trentino, è stato il fautore primo del progetto e della realizzazione delle “celle ipogee” in Val di Non. Il progetto consisteva nella riconversione delle gallerie di una miniera abbandonata per l’estrazione della dolomia in ambienti per stoccare principalmente mele, ma anche altre derrate alimentari nonché costituire luogo sicuro per impianti tecnologici sensibili.  Con la sua realizzazione è stato possibile ridurre, in maniera molto significativa, il consumo energetico e le emissioni di CO2 rispetto a magazzini in superficie, a tutto vantaggio delle sostenibilità e della protezione ambientale della valle.

Accanto a questa sua prevalente attività di ricercatore, docente e consulente tecnico-scientifico ha profuso anche un forte impegno nel sociale. Il Rotary ha rappresentato per lui uno spazio privilegiato di partecipazione e dedizione civica. Andrea si è impegnato costantemente, contribuendo con passione e slancio alle iniziative del club e ricoprendo spesso cariche di rilievo nel direttivo. Durante la sua presidenza del Rotary Club Trento nel 1995/96, ha promosso progetti di utilità sociale e culturale, sempre animato dal desiderio di mettere il proprio sapere e la propria professionalità al servizio della collettività. La sua presenza costante nel club, il suo entusiasmo nello studio della Terra e la ricerca di soluzioni sostenibili per la salvaguardia dell’ambiente hanno lasciato un segno profondo nella comunità rotariana, dove è stato sempre molto apprezzato per la sua professionalità, ma soprattutto per la sua generosità umana.