
Integrare la natura nelle decisioni pubbliche non è solo un obiettivo ambientale, è una condizione per rendere le nostre città e territori più vivibili e il nostro futuro più sostenibile. Ma, perché ciò accada, è necessario esplorare come la conoscenza su biodiversità ed ecosistemi possa contribuire a decisioni pubbliche più informate.
È ciò su cui lavora il progetto SELINA (Science for Evidence-based and sustainable decIsions about NAture), finanziato dal programma EU Horizon Europe. Che ci vede coinvolti come Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica assieme a oltre cinquanta istituzioni di ricerca, enti pubblici e organizzazioni private da tutta Europa con l’obiettivo di integrare conoscenze su biodiversità e servizi ecosistemici (ossia i benefici che la natura offre alla società) all’interno dei processi decisionali pubblici e privati.
SELINA fornisce strumenti, modelli e linee guida per promuovere un uso sostenibile del territorio e delle risorse naturali, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi dell’UE sulla biodiversità e sul ripristino degli ecosistemi entro il 2030.
Il Laboratorio di Pianificazione ecologica e Sostenibilità urbana del Dicam coordina il Work Package dedicato ai Demonstration Projects relativi alla sfera pubblica. Si tratta di sette casi di studio relativi a processi decisionali in corso, a scale diverse — dal livello locale a quello nazionale — e in vari ambiti settoriali, dai piani urbanistici e regionali alle politiche energetiche, e dalla pianificazione delle aree costiere e marine alla gestione dei parchi naturali.
Sette progetti dimostrativi, pubblici e attivi in diversi settori, che rappresentano esempi concreti di come le decisioni, pur in differenti contesti, possano essere migliorate grazie all'applicazione di metodi innovativi. L’obiettivo, infatti, è mostrare concretamente come indicatori, modelli e dati spaziali sugli ecosistemi, le loro condizioni e i loro servizi, valutati sia da un punto di vista biofisico (es. raffrescamento del microclima), che sociale (es. opportunità ricreative) ed economico (es. attraverso l’ecosystem accounting), possano supportare processi decisionali pubblici basati sull’evidenza scientifica, promuovendo un cambiamento trasformativo nelle politiche e nella gestione del territorio.
Proprio in questi giorni all’Università di Trento si è riunito il sesto workshop internazionale di SELINA. Eravamo un’ottantina di partecipanti provenienti da università, enti pubblici e privati di vari paesi, esponenti della Commissione europea e di amministrazioni locali e regionali. Gli obiettivi principali delle nostre giornate di lavoro sono stati: esplorare come l’evidenza scientifica venga generata e utilizzata in diversi ambiti pubblici, discutendo opportunità e problematiche; contribuire alla definizione di un Compendium of Guidance, che raccoglierà raccomandazioni e strumenti per integrare la biodiversità pensati per categorie specifiche di stakeholder; e rafforzare il dialogo tra scienza e policy, allineando i progressi scientifici di SELINA alle esigenze reali dei decisori.
La discussione si è concentrata in particolare sui piani e sulle politiche per il rinverdimento delle città e la stesura dei piani urbani della natura, strumenti di cui ogni città con popolazione superiore ai 20mila abitanti dovrebbe dotarsi, in base a quanto previsto dalla Strategia europea per la Biodiversità al 2030. La discussione su questo tema ha messo in dialogo prospettive europee, nazionali e locali, prendendo spunto anche dal recente Piano del Verde urbano del Comune di Trento, uno dei partner del progetto. Dal confronto è emersa l’importanza di migliorare la condivisione dei dati (anche tra attori pubblici e privati), di promuovere strumenti operativi accessibili e di identificare opportunità concrete per integrare la conoscenza scientifica all’interno di specifiche fasi del processo di redazione e approvazione dei piani e delle politiche, inclusi quelle in cui è previsto il coinvolgimento attivo della popolazione.
Nei rimanenti due anni di progetto, il team del Laboratorio continuerà a lavorare per diffondere le pratiche e gli strumenti sviluppati nei progetti dimostrativi, contribuendo alla costruzione di linee guida che possano essere applicate all’interno di diversi contesti geografici e aree tematiche.




