
Contribuire alla ricostruzione del sistema energetico ucraino attraverso progetti di ricerca e trasferimento tecnologico orientati alla sostenibilità, alla valorizzazione delle fonti rinnovabili, ai sistemi di accumulo energetico e, più in generale, alla pianificazione della transizione energetica di quattro regioni dell’Ucraina occidentale.
È l’esperienza di cooperazione scientifica che come Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell'Università di Trento da qualche anno stiamo maturando con l'Ucraina.
Collaboriamo, infatti, con la Ivano-Frankivsk National Technical University of Oil and Gas per sviluppare soluzioni innovative in grado di accompagnare la ripartenza del Paese dopo la guerra e contribuire alla realizzazione di un sistema energetico più resiliente, efficiente e sostenibile. Il partner industriale dell’iniziativa è RenovUA, società per azioni italiana che gestisce progetti ad alto impatto sociale ed economico e che svolge il ruolo di infrastruttura strategica e general contractor per la ricostruzione e lo sviluppo sostenibile dell'Ucraina.
Il progetto a sostegno dell'Ucraina non rappresenta soltanto una sfida infrastrutturale, ma anche l'occasione per progettare un modello di sviluppo capace di coniugare sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica. È in questa prospettiva che il mondo della ricerca può offrire un contributo concreto, mettendo a disposizione competenze scientifiche e capacità progettuale.
Tra le azioni, come Dicam abbiamo presentato alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd) una serie di proposte dedicate agli impianti Waste-to-Energy. L'obiettivo è trasformare una criticità, come la gestione dei rifiuti, in una risorsa strategica, attraverso le migliori tecnologie oggi disponibili, producendo energia e calore, riducendo il conferimento in discarica e contribuendo al rafforzamento dell'autonomia energetica dei territori.
Al tempo stesso, stiamo sviluppando un nuovo progetto idroelettrico nella regione della Zakarpattia, nel cuore dei Carpazi ucraini. Anche in questo caso, il principio guida è valorizzare le risorse locali con soluzioni tecnologicamente avanzate, ambientalmente sostenibili e pienamente integrate con le esigenze delle comunità. Non sono interventi studiati a tavolino e calati dall’alto, ma concepiti, elaborati e realizzati per e con il territorio, in una gestione partecipata.
L'aspetto che considero più significativo è che queste iniziative vanno oltre il singolo progetto. Esse dimostrano come la collaborazione tra università, istituzioni e imprese possa trasformarsi in un modello stabile di cooperazione internazionale, capace di generare conoscenza, innovazione e sviluppo.
L'esperienza maturata insieme ai nostri partner ucraini sta infatti favorendo nuove collaborazioni anche in Asia centrale, in particolare in Uzbekistan, confermando come la ricerca possa diventare un efficace strumento di dialogo tra Paesi, trasferimento tecnologico e crescita condivisa.
Credo che oggi questo sia uno dei compiti più importanti delle università: produrre conoscenza, ma soprattutto metterla al servizio della società, contribuendo alla costruzione di un futuro fondato sulla pace, sulla cooperazione internazionale e sullo sviluppo sostenibile.
Interventi di questo tipo diventano un’occasione di crescita formidabile per tutta la comunità universitaria che in essi può cogliere continui stimoli e nuova motivazione per l’impegno nella didattica, nello studio, nella ricerca.
Sustainable Reconstruction
Research becomes dialogue, technology transfer, and shared growth
Contributing to the reconstruction of Ukraine’s energy system through research and technology transfer projects focused on sustainability, renewable energy, energy storage systems, and, more broadly, the strategic planning of the energy transition across four regions of western Ukraine.
This is the scientific cooperation initiative that, over the past few years, the Department of Civil, Environmental and Mechanical Engineering (DICAM) of the University of Trento has been developing together with Ukrainian partners.
We collaborate with the Ivano-Frankivsk National Technical University of Oil and Gas to develop innovative solutions that can support the country’s recovery after the war while contributing to the creation of a more resilient, efficient, and sustainable energy system. The industrial partner of the initiative is RenovUA, an Italian joint-stock company that manages projects with a high social and economic impact and serves as a strategic infrastructure partner and general contractor for the reconstruction and sustainable development of Ukraine.
This initiative is not merely an infrastructure challenge; it is also an opportunity to design a development model that successfully combines energy security, environmental sustainability, and technological innovation. Within this framework, the research community can make a tangible contribution by providing scientific expertise, technological know-how, and project development capabilities.
Among our ongoing activities, DICAM has submitted a series of Waste-to-Energy project proposals to the European Bank for Reconstruction and Development (EBRD). The objective is to transform a critical challenge—waste management—into a strategic resource by adopting the best available technologies to generate electricity and heat, reduce landfill disposal, and strengthen the energy independence of local communities.
At the same time, we are developing a new hydropower project in the Zakarpattia region, in the heart of the Ukrainian Carpathians. Here too, the guiding principle is to enhance local resources through technologically advanced, environmentally sustainable solutions that are fully integrated with the needs of local communities. These are not top-down interventions designed in isolation; they are initiatives conceived, developed, and implemented with and for the territory through a participatory approach.
What I consider most significant is that these initiatives extend well beyond individual projects. They demonstrate how collaboration among universities, public institutions, and industry can evolve into a long-term model of international cooperation capable of generating knowledge, fostering innovation, and promoting sustainable development.
The experience gained together with our Ukrainian partners is already opening new opportunities for collaboration in Central Asia, particularly in Uzbekistan, confirming that research can become a powerful instrument for international dialogue, technology transfer, and shared growth.
I believe that this is one of the most important missions of universities today: not only to generate knowledge, but above all to place that knowledge at the service of society, helping to build a future founded on peace, international cooperation, and sustainable development.
Initiatives of this kind also represent an extraordinary opportunity for growth for the entire academic community. They provide continuous inspiration and renewed motivation for teaching, learning, and research, reinforcing the university’s role as a driver of innovation and positive societal change.
* L’impegno del Dicam di UniTrento nella ricostruzione del sistema energetico ucraino attraverso progetti di ricerca e trasferimento tecnologico orientati alla sostenibilità è stato illustrato da Luca Adami (Dicam) nell'ambito di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati sugli accordi di sviluppo e cooperazione con l'Ucraina dopo la conferenza di Danzica (dal minuto 00:39).




