Il saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Buc ©Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica

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Trasmettere cultura è rispondere alle difficoltà

L'abbraccio della comunità universitaria al Presidente della Repubblica

11 febbraio 2026
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di Marta Romagnoli
giornalista Ufficio Stampa e Relazioni esterne

L'esperienza di Alcide De Gasperi, primo Capo dello Stato per due «cruciali e significative» settimane, la sua identità trentina «conservata con determinazione» e il ruolo alla Biblioteca vaticana. Ha preso le mosse dall'eredità morale degasperiana e dal suo percorso di vita il messaggio con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha augurato all'Università di Trento un buon anno accademico. Lo ha fatto partecipando alle celebrazioni solenni di intitolazione allo statista trentino della Biblioteca centrale universitaria (Buc) e di inaugurazione del 64esimo anno dalla fondazione di UniTrento, che si è svolta mercoledì 11 febbraio. Occasione in cui il Presidente ha espresso un «apprezzamento all'Ateneo e alla sua crescita» e «un ringraziamento al corpo accademico, a tutte le nostre Università, per trasmettere cultura, in questo momento difficile della vita del mondo». «L’Università ha il dovere della speranza e lavora per la pace»: le parole con cui il rettore Flavio Deflorian ha ricordato l'attualità della lezione di De Gasperi.

Parla il linguaggio della pace e dei valori dell’Europa unita la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/26, che si è tenuta assieme all’intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Cuore dell’intera giornata è stato l’omaggio dell’Università di Trento allo statista fautore dell’autonomia trentina, che fu tra i padri fondatori dell’Unione europea. La sua figura è stata celebrata nelle parole di dedica del rettore dell’Ateneo Flavio Deflorian, pronunciate svelando una targa alla Buc e, all’Itas Forum, con la prolusione di Giuseppe Tognon, emerito di Storia dell’educazione dell’Università Lumsa di Roma, incentrata sullo “spirito costituente” degasperiano.

La giornata è iniziata alle 11 con l’arrivo al quartiere Le Albere del Presidente Mattarella. Il Capo dello Stato è stato accolto a Trento dalla commissaria del Governo Isabella Fusiello, dal presidente della Regione Arno Kompatscher, dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, dal sindaco della città Franco Ianeselli e dal rettore Flavio Deflorian. La cerimonia di intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi ha preso il via con l’esecuzione solenne degli inni nazionale ed europeo, a cura dell’Orchestra e della Corale polifonica di UniTrento. A fare gli onori di casa, in una cerimonia intima, il rettore Deflorian che ha scoperto la targa dedicata allo statista trentino davanti ad autorità e familiari.

«Noi vogliamo veramente la pace e, mentre diciamo di volerla, lavoriamo per unire l’Europa», è la citazione degasperiana che da oggi sarà visibile all’ingresso della Biblioteca, accompagnata da un’effigie installata a muro.

Del significato di questa scelta e delle motivazioni del tributo voluto dal Senato accademico si è fatto portavoce il rettore. «De Gasperi — ha affermato — è una figura di riferimento culturale: per la profondità del suo pensiero, l’impegno per la conoscenza e il valore universale della sua azione politica. Il legame di De Gasperi con il mondo dei libri non è solo ideale: ricordiamo il suo lavoro presso la Biblioteca apostolica vaticana. Un’esperienza che richiama la missione della nostra Buc: essere un presidio di libertà, luogo di crescita intellettuale ed esercizio del pensiero critico». Il rettore ha espresso l’auspicio che «questa intitolazione diventi una memoria viva, capace di ispirarci ogni giorno» e ricordato come la comunità universitaria abbia «il dovere della speranza e di lavorare per la pace» che «non è mai una conquista definitiva, ottenuta una volta per tutte», ma «impegno costante che conferma, oggi più che mai, l’attualità della lezione degasperiana».

Il baricentro delle celebrazioni si è poi spostato all’Itas Forum, dove l’ingresso del corteo accademico è stato accompagnato dalle note del Gaudeamus igitur. Con un videomessaggio della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, ha preso il via la cerimonia d’inaugurazione del 64esimo anno accademico dalla fondazione dell’Università. Metsola ha ricordato che «l’Unione europea è un progetto condiviso, sempre in divenire». «Alcide De Gasperi — ha aggiunto — fu in grado di vedere oltre l’orizzonte storico e quindi di immaginare un’Europa unita, un mondo dove la diversità potesse rappresentare la forza di un grande progetto comune».

Il rettore Flavio Deflorian ha tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso, raccontando «una storia fatta di risultati solidi e di traguardi di rilievo». Tra i successi, che collocano UniTrento «ai vertici del sistema universitario italiano», ha menzionato il conseguimento di 49 grant Erc dal 2007 (tre negli ultimi mesi) e i finanziamenti ottenuti sul secondo bando del Fondo italiano per la scienza. Ha citato il primato, per il terzo anno consecutivo, nella classifica Censis dei medi atenei statali e la nascita dell’Azienda sanitaria universitaria integrata (Asuit). «Più di un traguardo organizzativo, una sfida per i prossimi anni», ha ricordato il rettore, quella di «rendere questa integrazione sempre più concreta, arrivando a una reale osmosi tra l’Università e chi lavora negli ospedali». Deflorian ha ricordato inoltre che il 2026 vedrà i primi laureati e laureate in Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento.Ha quindi tracciato le priorità strategiche per il futuro. Una su tutte il piano edilizio: «Grazie al sostegno del finanziamento provinciale, possiamo ora pianificare con maggiore precisione ciò che serve» ha dichiarato parlando tra l’altro dell’adeguamento e della manutenzione straordinaria degli edifici. Tra le sfide ha collocato poi il processo di fusione tra il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e il Centro interdipartimentale mente-cervello.

Cardine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, la tradizionale prolusione, tenuta in questa occasione da Giuseppe Tognon, professore emerito di Storia dell’educazione all’Università Lumsa e presidente della Fondazione trentina Alcide De Gasperi. Il suo intervento è stato dedicato allo “spirito costituente” e ha offerto uno sguardo approfondito sull’eredità politica e morale degasperiana. Ha ricordato che, «mentre i partiti scrivevano una ordinata costituzione democratica, De Gasperi preparava il terreno affinché essa diventasse una “costituente vivente”». «In questo manifestò — ha affermato Tognon — una sensibilità che merita di essere riconosciuta come il tema portante di gran parte della storia repubblicana. Per lui – e dopo di lui per tutti i migliori politici italiani – lo spirito costituente, con il carico dei suoi valori di libertà e di giustizia, veniva prima di ogni Costituzione, ne rappresentava la premessa e insieme il fine».

Nel corso della mattinata ha preso la parola il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un breve indirizzo di saluto. Il Presidente ha ricordato che l'intitolazione della Buc ad Alcide De Gasperi cade nell'ottantesimo anno della Repubblica italiana, di cui lo statista trentino è stato primo presidente del Consiglio. Ha parlato anche dell'identità trentina di De Gasperi, del suo lavoro alla Biblioteca vaticana in un periodo in cui non poteva nemmeno scrivere con il suo nome. Ha voluto inoltre esprimere un apprezzamento all'Università di Trento, alla sua crescita, con un pensiero ai prossimi laureati in Medicina, i primi per UniTrento. Infine Mattarella ha parlato del momento difficile che sta vivendo il mondo, difficoltà rispetto alle quali il messaggio De Gasperi parla ancora e rispetto alle quali elaborare e trasmettere cultura è la più provvidenziale e indispensabile risposta che si può dare.

La cerimonia, come da consuetudine, ha visto l’intervento di altre componenti della comunità universitaria. Franco Bernabè, presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo, ha ricordato il «problema della mancanza di opportunità per i giovani formati»: «Ovviamente — ha affermato — la risposta a questo problema non può essere la chiusura delle frontiere e cioè il percorso inverso a quello che auspicava De Gasperi: la libertà di circolazione è ormai un diritto acquisito ed è una fonte di arricchimento per tutti. La risposta deve essere un miglioramento dell’attrattività del nostro Paese, in modo che le giovani energie che se ne vanno possano essere compensate da nuove forze che affluiscono».

A rappresentare la comunità universitaria sono saliti sul palco il presidente del Consiglio studentesco Lorenzo Filippo Pastore e, per la prima volta alla cerimonia, la presidente della neocostituita Consulta del personale tecnico amministrativo e collaboratore ed esperto linguistico Helga Franzoi.
L’intervento di Pastore ha preso le mosse dalle criticità della contingenza attuale, a livello internazionale, nazionale e locale: dai conflitti in atto nel mondo, al «numero insostenibile» dei laureati che decidono di lasciare l’Italia, dai «proibitivi costi dell’abitare» all’inflazione. Queste le sue parole: «In un contesto così difficile è semplice lasciarsi andare a slogan rassicuranti. Quello che invece ci insegna quotidianamente l’università è di non fuggire dinanzi alla complessità ma di affrontarla senza timore. È per questo che è fondamentale recuperare l’atteggiamento di cooperazione e di unità proprio dei costituenti e di De Gasperi. Risolvere tutti questi problemi non è facile, tuttavia è responsabilità della società tutta affrontarli con un dialogo costruttivo, senza scorciatoie o banalizzazioni».

Franzoi ha ricordato il ruolo nell’Ateneo del personale tecnico e amministrativo: un lavoro «non sempre facile», ha ricordato, ma sostenuto da «un forte senso di appartenenza e la consapevolezza di offrire un contributo attivo alla ricerca e alla formazione». «È attraverso la conoscenza e l'innovazione — ha aggiunto — che possiamo affrontare le sfide globali e garantire un avvenire migliore per le generazioni future. In questo scenario, le Università rappresentano un faro culturale capace di contribuire alla formazione di persone competenti e consapevoli, appartenenti ad una società aperta e democratica nello spirito della nostra Costituzione».

In occasione dell’intervento del rettore sono stati annunciati i vincitori e le vincitrici dei Research quality award 2025: per la categoria early career Alessandro Carlotto (Dipartimento di Matematica), per la categoria mid/late career Davide Bigoni (Dipartimento di Ingegneria civile ambientale e meccanica) e Mirella Collini (responsabile della Divisione Management della ricerca e dell’Ufficio gestione progetti nazionali, Ue e internazionali) per l’open prize.

La cerimonia è terminata con l’uscita del corteo accademico. Ad animare l’intera mattinata l’Orchestra UniTrento e la Corale polifonica, composte da studentesse e studenti, docenti e personale dell’Ateneo. Attivo anche il servizio di traduzione in Lingua dei segni italiana (Lis), che è stato curato dall’Ente nazionale sordi Onlus (Ens).
L’evento è stato inoltre trasmesso in diretta YouTube: il video è disponibile all’indirizzo https://eventi.unitn.it/it/cerimonia-inaugurazione-aa-2025-26.