Pagina ricostruita - Credits Francesco Zimei e Giacomo Pirani (Unitn) per la ricostruzione virtuale, Alfredo Corrao (ICPAL) per le fotografie. I frammenti originali sono conservati presso l'Archivio di Stato di Rimini ©Riproduzione riservata    

Eventi

La voce ritrovata del Codice di San Gaudenzo

Primo concerto con il repertorio di musica medioevale tornato alla luce grazie al lavoro guidato da Francesco Zimei (Dlf)

30 luglio 2026
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di Paola Siano
giornalista, Ufficio Stampa e Relazioni esterne

Erano cucite tra loro, nascoste tra le pieghe di centinaia di pagine di un registro di censi redatto dal 1398 al 1503 sul quale i monaci benedettini dell’abbazia di San Gaudenzo, nel riminese, segnavano i dati delle riscossioni dei canoni di affitto relativi ai terreni del monastero. Si tratta di 179 striscette di pergamena che conservavano musica profana: frammenti di pentagramma rimasti sconosciuti e muti per oltre cinquecento anni perché tagliati e riutilizzati come supporto e rinforzo per la legatura del volume contabile. Materiale tornato all’Archivio di Stato di Rimini grazie all’ intervento di recupero effettuato dall’Icpal, l’Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro e alla successiva ricostruzione virtuale effettuata dall’Università di Trento.

Un manoscritto prezioso riportato alla luce, recuperato e ricomposto grazie alla caparbietà e al lavoro paziente e meticoloso di Francesco Zimei, professore di Musicologia e Storia della musica al Dipartimento di Lettere e Filosofia, insieme al suo gruppo di ricerca. E ora, per la prima volta, sarà possibile anche ascoltare la loro melodia. Ballate medioevali, madrigali, rondeaux, chanson: una raccolta musicale trecentesca eseguita dal vivo in un concerto ospitato al Teatro Galli di Rimini il prossimo 4 settembre. Un’occasione per restituire al pubblico un patrimonio sonoro raro e importante, testimonianza di un paese come l’Italia che già nel Trecento e nel Quattrocento si confermava crocevia di persone, culture e arti provenienti da paesi diversi. Non solo. Il racconto dell’intero lavoro è stato raccolto in due volumi e pubblicato nella collana "Ars Renovata" della Libreria Musicale Italiana. 

Sul palco ci sarà l'Ensemble Micrologus, gruppo di fama mondiale di Assisi, noto per l’interpretazione della musica medioevale italiana con strumenti storici ricostruiti.  Ci saranno quindi la viella, il liuto, un organo portativo, il flauto, la cennamella. Strumenti musicali che venivano utilizzati per accompagnare il canto e le danze. Una polifonia in cui più voci canteranno parti diverse, creando un intreccio tra cantori e strumentisti. L’esecuzione permetterà di ascoltare per la prima volta in epoca moderna le pagine di questo codice ritrovato. L’evento si svolge nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana.

Il contenuto del codice di San Gaudenzo. Il canzoniere è un'antologia tre-quattrocentesca di musica profana priva di nomi d'autori, nata come repertorio d'uso per cappella. Strutturato in cinque fascicoli, riflette le tradizioni musicali della corte malatestiana ma mostra anche notevoli legami con Firenze del Trecento. I primi quattro contengono il repertorio italiano dell'Ars Nova (ballate e madrigali), legato a maestri come Francesco Landini. L'ultimo fascicolo, un'appendice successiva, include due ballate inedite locali e chansons francesi (soprattutto rondeaux) di autori franco-fiamminghi attivi nella Cappella Papale, primo fra tutti Guillaume Du Fay. Il codice, anticipando altre fonti degli anni '30 del Quattrocento, testimonia il precoce afflusso in Italia di questi musicisti. 
Il repertorio conta 85 brani, dei quali 72 italiani e 13 francesi, con ben diciannove pezzi in unicum, che non sono cioè attestati altrove nella tradizione musicale dell’epoca.
Un’alta percentuale di inediti, insomma, e anche qualche variante significativa nei contenuti già noti. «Si tratta senz’altro di una delle più importanti raccolte di musica profana medievale riemerse in Italia», sottolinea Francesco Zimei, principal investigator del progetto Erc Advanced grant “Laudare” a margine del quale è stato possibile condurre l’opera di ricostruzione della raccolta musicale.

Il lavoro di ricerca e restauro. Il percorso di ricerca è iniziato nel 2016. Un periodo durante il quale non sono mancate difficoltà e imprevisti. Lo racconta lo stesso Zimei: «Era evidente che quelle striscette di pergamena nascondessero un contenuto di valore. Dopo anni di attività di sensibilizzazione, ho trovato la collaborazione dell’Archivio di Stato di Rimini detentore e conservatore dei documenti e la disponibilità del Ministero della Cultura con l’Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro di Roma (Icpal a farsi carico del lavoro di restauro».
La direttrice dell’Icpal Michela Palazzo specifica: «Il recupero del Codice di San Gaudenzo dimostra come il restauro, quando si fonda su metodologie scientifiche avanzate e su un dialogo costante tra competenze diverse, possa restituire alla ricerca testimonianze che sembravano irrimediabilmente perdute. L'intervento dell'Icpal ha reso nuovamente leggibile un patrimonio documentario di eccezionale valore, creando le condizioni per la sua ricostruzione e per una nuova stagione di studi».
Il lavoro è terminato nel 2025. Dopo aver sfilato, con una particolare cura, i fili che legavano le striscette di pergamena al libro principale, gli specialisti dell’Icpal hanno recuperato e ripulito uno ad uno ogni singolo frammento e lo hanno digitalizzato in alta risoluzione. Poi a Trento l’antico codice è stato riportato virtualmente in vita: Francesco Zimei ha stabilito l’ordine di montaggio delle striscette e Giacomo Pirani (assegnista di ricerca, nel gruppo di lavoro dell’Erc “Laudare”), con tecnologie di ultima generazione, le ha rettificate e ricollocate facendo combaciare ogni singolo pezzetto, proprio come le tessere di un puzzle.

I volumi che raccontano lo studio. La restituzione virtuale della parte di codice ricostruito e un ampio studio critico sono oggetto dei due libri dal titolo “Rimini, Ms San Gaudenzo III: The New Life of a Dismembered Songbook”, nella collana Ars Renovata della Libreria Musicale Italiana, che saranno presentati in occasione dell’evento riminese.