Aristotele cavalcato da una fanciulla, particolare del soffitto ligneo della Sala Magna, Palazzo Chiaramonte, Università degli Studi di Palermo (su gentile concessione dell'Università degli Studi di Palermo)

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Confronti a suon di musica

Al debutto l’opera buffa in due atti “Ubi minor maior cessat” per calarsi con ironia e autoironia in epoche e generazioni

16 settembre 2026
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di Elisabetta Brunelli
giornalista, Ufficio Stampa e Relazioni esterne

Gesti vocali e lirica, lamento di tradizione secentesca e slang giovanile, rap e jazz d’avanguardia. Così l’opera buffa in due atti “Ubi minor maior cessat” di Marco Uvietta (Dipartimento di Lettere e Filosofia), al debutto il 23 settembre, prova a entrare con ironia e autoironia nei conflitti di epoche e generazioni. E a coinvolgere comunità universitaria e cittadina in situazioni comiche che fanno riflettere sulla nostra società e i suoi stereotipi.

Il breve prologo è ambientato nella preistoria e si riferisce allo scontro tra chi sapeva generare il fuoco e chi lo rubava, occasione per proporre una improbabile quanto ridicola filogenesi del canto lirico. L’Atto primo, liberamente ispirato a uno degli intermezzi più noti del primo Settecento (“L’impresario delle Canarie”, libretto di Pietro Metastasio), propone invece il conflitto generazionale musicale tra un anziano direttore artistico e una cantante lirica attempata che aspira a partecipare a un talent show per rilanciarsi. A cavallo fra la fine dell’Atto primo e il secondo è la volta di uno scorcio universitario in cui l’ego di un professore viene messo in discussione da una studentessa e da un’amministrativa a suon di pertichini irriverenti. Nell’epilogo un giovane trapper e una ‘mentore ispiratrice’ con qualche anno in più si prendono in giro a vicenda a ritmo di rap su abitudini e modelli tra sberleffi rocamboleschi, strutture metriche tortuose e rime esilaranti. Ogni sketch rappresenta una situazione tipica e ha la sua specifica caratterizzazione musicale.

La composizione, infatti, è basata sull’ibridazione di linguaggi diversi: classici, contemporanei, jazz, rhythm and blues, rock, pop, hip hop, rap, trap. L’autore è Marco Uvietta, professore di Musicologia e storia della musica all’Università di Trento. «L’allusione a generi e stilemi del passato e del presente non rinuncia a un linguaggio maturato attraverso l’assimilazione delle più ardite soluzioni tecniche degli ultimi cinquant’anni; recepisce tuttavia le attuali esigenze di comunicabilità delle idee musicali», commenta.

A rendere l’allestimento scenico sarà la proiezione delle vignette create da Giorgio Franzaroli. Autore di romanzi a fumetti e graphic novel, dal 2010 pubblica le sue vignette con regolarità su Il Fatto Quotidiano, ma ha collaborato anche con altre testate, come l’Unità, Linus e Cuore.

Il libretto dell’opera è stato scritto da Marco Uvietta e Carla Gubert, professoressa di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trento.

Il lavoro, realizzato in collaborazione con l’Ensemble di Sonata Islands e il Conservatorio di Musica Francesco Antonio Bonporti, è finanziato con i fondi del Progetto d’Eccellenza del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Ed è qui che, circa due anni fa, l’idea è nata e ha preso forma.

Marco Uvietta racconta: «Il soggetto di “Ubi minor maior cessat” è frutto di una collaborazione collettiva e interdisciplinare che ha coinvolto docenti di aree diverse: italianistica, filosofia, filologia romanza, archeologia, storia e critica del teatro. Ognuno ha portato il proprio contributo, dopodiché l’onere della scrittura del libretto è spettato ai due autori, in una stretta sinergia fra esigenze musicali e letterarie. Si tratta di un’iniziativa di terza missione del Dipartimento di Lettere e Filosofia di grande visibilità e portata, come già l’oratorio “Juditha dubitans” del 2022, che insieme al suo pendant buffo costituisce un unicum nell’accademia italiana. Un’opera dal carattere comico che si rivolge a un pubblico abbastanza differenziato che comprende anche chi di solito non è assiduo frequentatore di istituzioni concertistiche e universitarie».

Un’operazione che, fin dal titolo, propone un giocoso capovolgimento di ruoli. Uvietta spiega: «L’inversione dei termini della locuzione latina "Ubi maior minor cessat" in “Ubi minor maior cessat” è volutamente provocatoria. Il rovesciamento nasce dalla convinzione, forse un po’ utopistica, che più si acquisisce autorevolezza, più aumenta la disponibilità a cedere. I casi più emblematici ci insegnano che di solito è il più autorevole che cede (talvolta con risvolti autoironici, che sono appunto quelli che qui si vogliono mettere in evidenza). Ciò accade nella scena preistorica, nel rapporto tra impresario e cantante, in quello del professore universitario con la studentessa prima e con l’amministrativa poi. Fa eccezione solo l’epilogo: in questo caso cedono sia il giovane trapper sia la non meglio identificata mentore ispiratrice».

Situazioni divertenti, che strappano un sorriso e aiutano soprattutto a riflettere sulla maturità di saper fare un passo indietro per preservare un rapporto, per aprire uno spiraglio di dialogo nel conflitto.

L’opera drammaturgico-musicale “Ubi minor maior cessat” si inscrive nella tradizione degli intermezzi settecenteschi e propone quindi due soli cantanti, il soprano Maria Eleonora Caminada e il baritono Omar Kamata, l’articolazione in due atti e pochi strumenti. Saranno quelli dell’Ensemble Sonata Islands, direttore artistico Emilio Galante: flauto, clarinetto, fagotto, tromba, percussioni, organo e contrabbasso. Direttore sarà Sebastiano de Salvo.

L’intermezzo può essere eseguito separatamente, come piccola opera satirica oppure essere intercalato ai tre quadri della “Juditha dubitans”, già citato oratorio dello stesso autore, oppure inserito in qualunque altra opera seria, in balletti, musiche strumentali e/o vocali di varia natura. In questo caso, a Trento i due atti si alterneranno a Preludi e fughe del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach eseguiti al pianoforte da Laura Di Paolo, mentre a Rovereto saranno introdotti e collegati da improvvisazioni degli strumentisti dell’ensemble di Sonata Islands.

La prima rappresentazione di “Ubi minor maior cessat” sarà nell’auditorium Andrea Mascagni del Conservatorio Bonporti di Trento mercoledì 23 settembre 2026 alle 18 nell’ambito della rassegna “Ai confini ed oltre” dell'associazione Sonata Islands.
Il giorno successivo, 24 settembre, sarà riproposto alla Società Filarmonica di Rovereto alle 20.45.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
L’opera, in due atti, dura circa 50 minuti.
Il libretto sarà disponibile e scaricabile in formato pdf alla pagina dell'evento