Particolare della locandina del convegno

In libreria

Il carcere come extrema ratio

a cura di Gabriele Fornasari, Antonia Menghini

25 luglio 2025
Versione stampabile

ll libro raccoglie gli Atti del Convegno “Il carcere come extrema ratio” svoltosi presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento il 20 e il 21 dicembre 2024 cui hanno partecipato illustri professori di diritto e procedura penale, magistrati, avvocati e professionisti del settore. Si tratta del terzo Convegno organizzato nell’ambito del più ampio progetto dal titolo “Carcere, misure alternative e tutela della salute”.

Gabriele Fornasari è professore ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento
Antonia Menghini è professoressa associata presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento

Dall'introduzione (pag. 1-2)

I saggi raccolti in questo volume cercano, da diversi angoli visuali, di dare risposte in chiave critica al fenomeno, oggi più che mai evidente, dell'invasività dell'uso del carcere come strumento di contrasto del fenomeno della criminalità.
Quello del carcere come extrema ratio non vuole essere solo un generico slogan di impronta umanitaria, ma l'espressione viva di un'esigenza avvertita non solo a livello dottrinale - se fosse solo così sarebbe sostanzialmente destinata all'irrilevanza, ma recepita in modo immediato da tutti quei soggetti che nella realtà attuale hanno a che vedere con la concreta amministrazione della giustizia penale.
Abbiamo visto pertanto non solo docenti di discipline penalistiche (sul piano sostanziale e processuale), ma anche avvocati, magistrati giudicanti e magistrati di sorveglianza, operatori penitenziari e altri soggetti i quali svolgono varie attività professionali all'interno o comunque a contatto con l'universo carcerario convenire senza esitazioni sulla necessità di portare avanti in modo deciso un'istanza riformatrice volta ad articolare la risposta sanzionatoria penale secondo principi di razionalità e a rimodulare la realtà fattuale e normativa del carcere secondo principi di umanità, specificando - questo è molto importante - che non si tratta con ciò di aprire un ipotetico libro dei sogni, ma di attuare principi imposti dalla Costituzione e obiettivamente praticabili, come dimostrano esperienze reali evocate da più oratori nel contesto del Convegno.
I concetti, le idee e gli auspici emersi dalle relazioni e dagli interventi che sono riportati in questo volume costituiscono una testimonianza preziosa innanzitutto proprio perché vanno controcorrente rispetto alle tendenze populistiche affermatesi di recente, in base alle quali si negano al contempo il carattere di extrema ratio del diritto penale come strumento di contrasto alla commissione di illeciti e il carattere di extrema ratio del carcere come misura sanzionatoria da adottare a carico degli autori di reati, investendo invece questa pena di un ruolo quasi catartico, attraverso la difesa della sua centralità e l'impulso verso un incremento della sua durezza sia sul piano dei limiti edittali, sia, soprattutto, su quello dell'esecuzione della pena detentiva, dove la prospettiva dei diritti dei detenuti va perdendo terreno a fronte dell'asserita esigenza di sicurezza in buona parte artatamente implementata da un uso manipolatorio dei mezzi di comunicazione.

Libro pubblicato in open access con licenza CC-BY-NC-ND 3.0 Italia scaricabile dall'archivio IRIS.