Il libro introduce la prospettiva di genere nello studio dei processi e dei fenomeni politici in un’ottica comparata, con una particolare attenzione al contesto italiano. Attraverso un taglio manualistico, il libro presenta i principali temi e dibattiti propri dell’area di ricerca denominata genere e politica, tra cui la rappresentanza politica delle donne e delle minoranze sessuali, le politiche di genere e antidiscriminatorie, la leadership e la selezione politica, la cittadinanza sessuale, i movimenti femministi e LGBTQIA+. Discutendo il contributo della ricerca politologica alla comprensione dei rapporti tra genere, potere, politica e istituzioni, il testo non manca di fare riferimento a questioni di attualità politica (populismi, diritti, guerra, globalizzazione, ecc.) che possono interessare anche studenti di scienze sociali più in generale.
Alessia Donà è professoressa associata presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento.
Pamela Pansardi è professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia.
Massimo Prearo è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze umane dell'Università di Verona
Dall'introduzione (pag. 13-16)
I temi e le politiche legati al genere sono ormai al centro del dibattito pubblico e politico. Dai movimenti e dalle mobilitazioni per i diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+ che attraversano le piazze a livello locale, nazionale, e transnazionale, alle reazioni conservatrici e regressive che mirano a limitare diritti acquisiti, passando per l’attenzione crescente dei media e delle istituzioni, il genere si impone come una chiave di lettura imprescindibile della politica contemporanea. Ma cosa significa parlare di politica in una prospettiva di genere? In che modo le identità, i ruoli e le relazioni di genere influenzano e sono influenzate dalle strutture del potere?
Questo volume nasce dall’esigenza di fornire strumenti teorici e analitici per affrontare queste domande. Il genere, inteso come costruzione sociale, culturale e storica che struttura la società, è profondamente intrecciato con le dinamiche politiche: non solo nelle arene istituzionali, ma anche nei corpi, nei linguaggi, nelle leggi, nei movimenti. La politica, a sua volta, non è neutra rispetto al genere: definisce, regola, talvolta reprime, altre volte emancipa. Analizzare il rapporto tra genere e politica significa quindi esplorare le forme con cui il potere prende corpo, si articola, governa e viene contestato.
Adottare una prospettiva di genere significa analizzare e comprendere un fenomeno o una questione tenendo conto delle disuguaglianze e delle dinamiche di potere legate al genere, e riconoscere che le esperienze, i comportamenti e le opportunità di persone e gruppi sono influenzati dalle costruzioni sociali e culturali del genere, ovvero dalle norme, ruoli e aspettative legate al fatto di essere uomini, donne, o appartenenti ad altre categorie o minoranze di genere e sessuali.
Nonostante la crescente visibilità delle questioni di genere nello spazio pubblico, la scienza politica ha faticato – e in parte continua a faticare – a integrare questo ambito di ricerca nei suoi paradigmi dominanti. A lungo, lo studio della politica si è fondato su una presunta neutralità concettuale, incentrata su categorie come Stato, cittadinanza, potere e istituzioni, considerate universali e astratte. Ma, come ci ricorda Carol Pateman nel suo classico Il contratto sessuale [1997], questi concetti non sono mai stati neutrali: nascono e si consolidano all’interno di precise strutture di potere patriarcale.
La scelta di proporre un volume di scienza politica di taglio manualistico interamente costruito secondo una prospettiva di genere risponde a un’urgenza teorica, metodologica, formativa, e certamente anche politica, tanto nel campo degli studi politologici quanto nei contesti applicativi dell’azione pubblica. Si tratta, in primo luogo, di un’esigenza disciplinare: la scienza politica contemporanea, per poter fornire strumenti adeguati all’analisi e alla comprensione dei fenomeni politici, non può prescindere da una riflessione strutturata sulle modalità attraverso cui le relazioni di genere attraversano, influenzano e determinano le dinamiche istituzionali, i processi decisionali, la rappresentanza, la leadership, la mobilitazione collettiva e le arene internazionali.
La prospettiva di genere permette di identificare e analizzare i meccanismi mediante i quali il genere e la sessualità producono effetti sistemici sulla distribuzione del potere politico e sull’accesso alle risorse. Questo implica non soltanto l’osservazione della presenza o assenza di donne o persone LGBTQIA+ nei ruoli chiave o apicali della politica, ma soprattutto l’indagine dei processi che sono informati dal modo in cui il genere e la sessualità strutturano le istituzioni, i lin-guaggi, le norme della politica e dunque la distribuzione e l’esercizio del potere. La prospettiva di genere, in questa accezione, non è un mero sottoinsieme della disciplina, quanto, piuttosto, un angolo di osservazione trasversale della politica attraverso strumenti teorici e concettuali provenienti da un’ampia letteratura internazionale e da consolidate metodologie e pratiche di ricerca. La crescente attenzione alle disuguaglianze, la politicizzazione delle soggettività minoritarie, la diffusione di nuovi movimenti conservatori e la crisi delle strutture e delle istituzioni democratiche che coinvolgono in maniera cruciale i diritti delle donne e delle minoranze di genere e sessuali hanno posto al centro del dibattito pubblico e accademico il nesso tra potere, politica e istituzioni dal punto di vista dei processi cosiddetti «genderizzati» (gendered), ovvero determinati da fattori legati al genere e alla sessualità. In tale scenario, la prospettiva di genere si dimostra, infatti, cruciale non solo per comprendere le configurazioni istituzionali attuali, ma anche per interpretare la crisi delle forme tradizionali di rappresentanza e per analizzare i nuovi conflitti che attraversano le democrazie contemporanee.
Nel proporre un volume che assume esplicitamente questa prospettiva, non ci limitiamo, dunque, ad affiancare un capitolo aggiuntivo ai manuali tradizionali della disciplina. L’obiettivo è, piuttosto, quello di offrire una sistematizzazione aggiornata dei principali contributi che, nell’ambito della scienza politica, hanno integrato, problematizzato e riformulato le categorie analitiche della disciplina alla luce delle trasformazioni dei rapporti di genere e di sessualità contemporanei.
La pubblicazione di questo libro avviene, peraltro, in un momento in cui la legittimità scientifica della prospettiva di genere è ormai acquisita nei principali contesti internazionali. In diverse sedi accademiche, gli studi su genere e politica si sono consolidati come aree di ricerca autonome, dotate di propri apparati teorici e metodologici, ma anche di reti di ricerca transnazionali e di collocazioni editoriali riconosciute. In Italia, l’integrazione di tali prospettive nei percorsi formativi e nei repertori della scienza politica è avvenuta in modo disomogeneo, tardivo e spesso marginale, ma è ormai consolidata anche all’interno della Società italiana di scienza politica.
In questo senso, la finalità di questo volume è duplice: da un lato, dotare chi studia e insegna scienza politica di uno strumento capace di riflettere lo stato dell’arte più aggiornato del campo di studi su genere e politica in senso ampio e intersezionale; dall’altro, fornire a chi opera nella progettazione e implementazione delle politiche pubbliche una cornice analitica utile alla comprensione e alla trasformazione dei processi istituzionali. In ognuno di questi casi, la prospettiva di genere si presenta non come un vincolo tematico, ma come uno strumento euristico per ampliare la capacità di lettura della realtà politica. L’ambizione è dunque quella di fornire uno strumento che non si limiti a presentare contenuti e temi di rilevante interesse scientifico, ma che inviti a rivisitare le domande di ricerca, l’oggetto dell’analisi, l’osservazione e lo studio del potere, della politica e delle istituzioni.
La costruzione del volume si fonda su una rassegna critica dei contributi italiani e internazionali più rilevanti nel campo. In Italia, un riferimento fondamentale è rappresentato dal testo Gender politics in Italia e in Europa, curato da Alisa Del Re e Lorenza Perini [2014]. Si tratta di uno dei primi volumi in italiano che ha tentato di elaborare una proposta didattica a livello universitario che presentasse i principali snodi teorici e metodologici del campo. Il progetto di questo volume, riconoscendo il valore pionieristico di quell’impresa, mira ad ampliarne e aggiornarne l’impianto teorico e concettuale, alla luce anche degli sviluppi storici, politici e istituzionali contemporanei, in particolare quelli che mettono al centro la dimensione intersezionale da una prospettiva istituzionalista femminista e LGBTQIA+.
Prospettive di genere. Potere, politica e istituzioni di Alessia Donà, Pamela Pansardi e Massimo Prearo, Il Mulino, 2025, pp.216




