In un sistema scolastico ancora attraversato da dicotomie latenti e pratiche solo formalmente inclusive, l’immaginario abilista indaga il ruolo strategico che i libri di testo rivestono nella costruzione delle rappresentazioni sociali della disabilità. Attraverso una ricerca condotta in Italia, negli Stati Uniti e in Brasile con strumenti qualitativi e quantitativi, l’autore analizza gli atteggiamenti degli insegnanti della scuola primaria nei confronti della disabilità e delle modalità, spesso implicite, con cui essa viene rappresentata nei materiali didattici. Ispirandosi ai Disability Studies l’opera introduce la teoria dello sfondo inclusivo iconico e testuale, una proposta innovativa finalizzata alla promozione delle differenze durante le attività educativo-didattiche. Il volume si configura come un contributo originale e necessario per immaginare una scuola che non si limiti ad accogliere, ma che sappia riconoscere e valorizzare la molteplicità dei corpi, delle menti e dei linguaggi.
Fabio Filosofi è ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia e scienze cognitive dell'Università di Trento
Dal Capitolo 2. La classe come spazio di inclusione (pagg. 43-44)
La teoria dello sfondo inclusivo iconico e testuale (Filosofi, 2018) costituisce un’alternativa alla rappresentazione della disabilità condizionata dalle prospettive abiliste e classificatorie. Esiste, infatti, la possibilità di rappresentare differenze fisiche, cognitive e comportamentali in maniera neutra senza sottolinearne l’eccezionalità o la negatività (rispetto alle caratteristiche della maggioranza che facilmente divengono sinonimo di “normalità”).
Alcuni esempi pratici possono aiutare a comprendere come sia possibile innestare una rappresentazione inclusiva all'interno di uno specifico argomento disciplinare. Nella pagina di un libro di grammatica che tratta i verbi ausiliari può essere presente un fumetto o una foto rappresentante dei ragazzi in un parco che dialogano utilizzando alcune forme relative ai verbi ausiliari: in questo caso il focus principale è costituito dalla spiegazione riguardante i verbi ausiliari nella pagina in questione, mentre lo sfondo è rappresentato dall’immagine nella quale sono raffigurati i ragazzi che parlano tra di loro, utilizzato molto spesso (soprattutto nella scuola primaria) come facilitatore per l’apprendimento. Tale rappresentazione, rispetto all’argomento disciplinare della pagina all’interno del libro di grammatica, può svolgere una funzione inclusiva destinata ad agire in maniera indiretta sull'immaginario e sulla prospettiva degli studenti: la presenza di un bambino sulla sedia a rotelle e di una bambina con la sindrome di down che parlano attraverso il fumetto utilizzando i verbi ausiliari, infatti, rende possibile inserire nell’immaginario sociale ed esemplificativo “differenti differenze” senza dover porre l'accento su una prospettiva associata ad aspetti valoriali (abile versus disabile) o emotivi (felice versus triste).
Se pensiamo alla presenza di illustrazioni che rappresentano diverse realtà umane, tra cui anche individui con bisogni speciali all’interno dei vari capitoli del libro di grammatica preso come esempio, comprendiamo come la rappresentazione della realtà sociale possa diventare sempre più onnicomprensiva e scevra da ogni tipo di pregiudizio legato ad una determinata percezione della disabilità (soprattutto nel momento in cui tutti gli alunni si abituano ad una nuova fruizione di immagini e testi).
Per gentile concessione della Casa editrice Pensa multimedia




