Particolare della copertina del libro

In libreria

La politica dell'Unione europea

di Marco Brunazzo, Vincent Della Sala

11 febbraio 2026
Versione stampabile

Mentre l'Unione europea affronta le sfide più importanti della sua storia, è diventato più rilevante che mai comprenderne la natura e il significato per la politica nazionale. Per fare questo, il libro risponde a quattro serie di domande: quali sono le origini dell'UE? come funzionano le sue istituzioni? quali politiche produce? e, infine, quali sfide deve affrontare oggi? L'UE è stata la risposta che gli stati hanno adottato nel secondo dopoguerra di fronte a un nuovo sistema internazionale. Con l'allargamento e l'ampliamento delle sue competenze, però, gli stati si sono trovati di fronte a una scelta tra la necessità di conferire maggiori poteri alle istituzioni europee e il mantenimento della sovranità. Il libro esplora come questa tensione abbia definito la storia dell'UE e ne condizioni il futuro.

Marco Brunazzo e Vincent Della Sala sono professori ordinari presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento.

Dalla premessa

Ci sono molte immagini che catturano lo spirito e l’essenza dell’integrazione europea: la firma del trattato di Roma in Campidoglio il 25 marzo 1957, i tedeschi che abbattono il muro di Berlino il 9 novembre 1989, gli europei che festeggiano la nuova moneta comune il 1° gennaio 2002 o gli italiani e gli sloveni che attraversano liberamente il confine a Gorizia il 1° maggio 2004. Ma forse l’immagine più emozionante e più emblematica è quella del 22 febbraio 1984, che riprende il presidente francese François Mitterrand e il cancelliere tedesco Helmut Kohl che camminano mano nella mano per deporre una corona commemorativa nel luogo della battaglia di Verdun in occasione del 70° anniversario dell’inizio della Prima guerra mondiale. A Verdun si era tenuta una delle più violente e sanguinose battaglie della guerra che aveva visto su fronti contrapposti proprio l’esercito francese e quello tedesco. Erano morte più di 800.000 persone. Francia e Germania si scontreranno anche durante la Seconda guerra mondiale. La mano di Mitterrand in quella di Kohl è il simbolo tangibile di una completa pacificazione tra i due paesi, perfino di un gesto di amicizia personale tra i leader di due paesi importati: quell’immagine è la dimostrazione plastica di come l’Europa sia riuscita a superare il suo passato recente di divisioni e fratture per guardare a un futuro basato sulla pace e la prosperità.

Trent’anni dopo la commemorazione di Verdun, le immagini degli europei che abbattono i muri per godere della libertà e della democrazia sono state sostituite da quella della barriera eretta tra Ungheria e Serbia per impedire l’entrata di migranti, o quella che ritrae il ripristino dei controlli tra Italia e Austria al passo del Brennero, o, ancora, quella che ritrae la gioia dei cittadini britannici favorevoli all’uscita dall’Unione europea dopo aver conosciuto l’esito del referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016.

Nel corso del tempo, quello iniziato come il tentativo di portare la pace in Europa attraverso la cooperazione economica è diventato uno dei più importanti esperimenti politici dell’era moderna. Tuttavia, oggi, l’integrazione europea deve affrontare una serie di sfide interne ed esterne all’Europa. La crisi economica della Grecia del 2010 ha scosso la fiducia nel fatto che l’Unione europea sia una garanzia di prosperità e stabilità economica. L’invasione russa della Crimea e dell’Ucraina del 2014 ha ricordato ancora una volta agli europei che i confini possono essere modificati dal potere militare e non solo dal diritto internazionale. L’instabilità politica ai confini orientali e meridionali dell’Europa ha prodotto paura e incertezza in quella regione, spingendo centinaia di migliaia di persone a rischiare la vita per cercare sicurezza e rifugio in Europa. La crisi dei migranti del 2015 ha creato nuove divisioni tra gli stati membri e ha sollevato dubbi sul fatto che la solidarietà sia ancora alla base delle relazioni tra gli stati europei.

Non è la prima volta che l’Unione europea si trova ad affrontare una serie di sfide. L’Unione europea stessa è nata da una sfida, quella della ricostruzione di un continente in ginocchio alla fine della Seconda guerra mondiale, uno dei conflitti più violenti della storia dell’umanità. In quel frangente, gli stati europei hanno compreso che il perseguimento dell’interesse nazionale avrebbe potuto condurre a nuove guerre e che una più stretta cooperazione era l’unico modo per proteggere questi interessi nazionali. L’Unione europea è stata vista come la soluzione alle sfide economiche, sociali e politiche di un mondo in rapida evoluzione: la ricostruzione del dopoguerra ha portato un periodo di pace e prosperità senza precedenti e il più lungo periodo senza grandi conflitti tra le maggiori potenze in oltre mille anni. Gli europei di oggi vivono nella società più equa e prospera della storia del continente. L’Unione europea non è l’unica responsabile della creazione di un’Europa stabile e ricca, ma il processo di integrazione iniziato negli anni Cinquanta ha costantemente dimostrato come gli stati membri dell’Unione europea possano trovare la risposta alle esigenze dei loro cittadini collaborando in modo sempre più stretto.

Dopo la fine del boom economico del dopoguerra, negli anni Settanta, è sembrato che l’entusiasmo per la creazione di un’Europa unita cominciasse a svanire. I leader politici europei, tuttavia, non hanno abbandonato l’idea che solo attraverso una più stretta cooperazione potevano esercitare una capacità di influenza sul sistema internazionale e rispondere alle nuove sfide che emergevano in un mondo in rapido cambiamento. Infatti, negli anni Novanta, gli stati membri hanno compiuto passi molto coraggiosi, rimuovendo le barriere alla libera circolazione di persone, beni, capitali e servizi e creando una moneta unica, l’euro. Essi hanno saputo approfittare della fine della Guerra fredda per rimuovere le barriere create dalle tensioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Nel 2020, l’Unione europea si estende dal Mare d’Irlanda al Mediterraneo orientale, dall’Algarve al Mar Baltico, abbracciando, di fatto, l’intero continente europeo. L’idea di un continente pacifico e prospero ha messo radici in ogni angolo.

Tuttavia, un numero crescente di cittadini europei considera l’Unione europea come un problema e non come una soluzione di fronte alle sfide che la propria società deve affrontare. Da quando gli stati membri hanno iniziato ad adattarsi faticosamente ai cambiamenti radicali all’interno e all’esterno dei loro confini, molti europei hanno iniziato a perdere fiducia nell’idea che l’integrazione possa costituire una risposta. Al contrario, molti movimenti politici chiedono oggi un ritorno alla sovranità nazionale esclusiva e ritengono che l’autorità nazionale non vincolata da impegni europei possa portare a una maggiore crescita economica e a un maggiore controllo delle frontiere.

Lo scopo di questo libro è quello di fornire gli strumenti per capire che cosa fa l’Unione europea oggi e se essa possa o meno offrire risposte alle sfide che le società europee si trovano ad affrontare. Lo farà concentrandosi su una serie di quattro questioni: l’origine dell’idea dell’integrazione e delle modalità di sviluppo di un nuovo modo di esercizio del potere politico; le istituzioni dell’Unione europea e le loro relazioni con gli stati membri; le politiche pubbliche europee con le loro conseguenze per le politiche degli stati membri e per il sistema internazionale; le implicazioni delle azioni dell’Unione europea su temi come la democrazia, la sovranità nazionale e la garanzia di sicurezza dei cittadini.

Il libro è diviso in quattro sezioni che affrontano questi temi. Nella prima parte, verrà esaminata brevemente l’evoluzione storica dell’Unione europea, mostrando come essa, nel corso del tempo, si sia allargata a nuovi paesi e abbia acquisito nuove competenze. Si esamineranno anche alcuni dei dibattiti teorici e concettuali sui motivi che hanno portato gli stati sovrani a cooperare e sulle modalità di creazione dell’Unione. Nella seconda parte, si guarderà da vicino a ciò che è l’Unione europea, esaminando le sue principali istituzioni. Nella terza parte ci si concentrerà sulle attività dell’Unione europea, analizzando alcune delle sue principali politiche. Nell’ultima parte, si esaminerà come l’Unione europea abbia cambiato la politica e la società in Europa. L’integrazione ha avuto conseguenze evidenti per il modo di intendere questioni come la democrazia, l’identità, la solidarietà, ha cambiato l’orientamento dell’opinione pubblica e, negli ultimi anni, l’Unione europea stessa è diventata oggetto di contestazione.

Una particolare enfasi sarà posta sulla tensione costante che sta alla base della creazione e del funzionamento dell’Unione europea: quella tra la crescente necessità che gli stati cooperino sempre più strettamente in un maggiore numero di settori e la difesa del loro interesse nazionale. Si vedrà come l’integrazione europea non abbia mai avuto un obiettivo finale condiviso né come i risultati conseguiti possano essere considerati irreversibili. La forza dell’Unione europea risiede nella sua capacità di adattare la sua forma e la sua funzione ai diversi contesti storici, proprio perché essa non costituisce un progetto pronto per l’uso. Ma questa forza potrebbe diventare oggi anche la sua più importante debolezza, dato che essa si trova sempre più spesso ad affrontare la richiesta di chiarire dove risiede il potere politico e quale forma assumerà in futuro. (…)

Per gentile concessione della Casa editrice Mondadori Education.