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Diritto ed economia. Una prospettiva italiana

a cura di Giuseppe Bellantuono, Giovanni Battista Ramello

13 marzo 2026
Versione stampabile

Questo è un manuale di Analisi economica del diritto (AED). Lo hanno scritto economisti e giuristi in collaborazione tra loro. Il diritto analizzato dal punto di vista economico è quello italiano. Una rassegna delle nozioni e dei metodi fondamentali dell’AED è seguita da un’analisi delle tre aree principali del diritto privato. Si passa poi allo studio delle istituzioni pubbliche e della regolazione. Nell’esposizione della materia gli autori adottano metodi e risultati degli studi più recenti e li applicano all’analisi della legislazione, della regolazione e della giurisprudenza del nostro paese.

Giuseppe Bellantuono è professore ordinario della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento
Giovanni Battista Ramello è professore ordinario del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino

Dall'Introduzione (pagg. 17-20)

L’analisi economica del diritto (AED) è un’area di studi interdisciplinari che, nel corso degli ultimi decenni, ha progressivamente affinato le sue tecniche di indagine. Rispetto alle riflessioni pionieristiche sull’intreccio fra teoria economica e teoria giuridica, risalenti alla prima metà del Novecento, e ai contributi elaborati dalla letteratura statunitense a partire dagli anni Sessanta, l’AED presenta oggi un volto molto diverso. Questo manuale riflette tale evoluzione. Tre aspetti meritano di essere sottolineati.

In primo luogo, l’AED ha elaborato strategie di integrazione dei contributi provenienti dalle discipline economiche e giuridiche. Se i suoi esordi, soprattutto sul versante statunitense, furono marcati dal tentativo di rimpiazzare concetti e classificazioni giuridici, oggi è possibile rilevare che l’obiettivo principale è la ricerca di un terreno comune. Si tratta di un’evoluzione che deve molto alle trasformazioni verificatesi sia negli studi economici che giuridici. Su entrambi i versanti, l’apertura al dialogo interdisciplinare può considerarsi un dato acquisito. Oggi nessuno si sorprende se un economista analizza il funzionamento del sistema giudiziario o se un giurista analizza la responsabilità dei sistemi di intelligenza artificiale in termini di investimento ottimale in precauzioni. Naturalmente, le opinioni divergono sul tipo di dialogo da coltivare e sulle discipline con cui giuristi ed economisti ritengono utile o possibile dialogare. Tuttavia, per ragioni legate in parte all’organizzazione delle strutture istituzionali della ricerca scientifica, in parte alla natura deiproblemi con cui le società contemporanee devono confrontarsi, l’interdisciplinarità è diventata uno dei principali punti di riferimento per ogni area di studi. Oggi la domanda principale non è più se, ma come affrontare la sfida della ricerca interdisciplinare.

In secondo luogo, l’AED ha saputo gestire i rischi che corrono tutte le aree di studi interdisciplinari. Uno dei rischi è la creazione di una nuova disciplina che perde i contatti con le discipline originarie e non riesce più a interagire né con le discipline economiche né con le discipline giuridiche. Un altro rischio è la riduzione dell’area di studi a un unico approccio dominante e l’esclusione di approcci alternativi. Per entrambi i rischi, la risposta dell’AED si può riassumere nella formula del pluralismo metodologico. A giuristi ed economisti si prospetta la possibilità di utilizzare l’approccio giureconomico con notevole flessibilità. Per riprendere la ben nota tripartizione sulla metodologia della ricerca, l’AED può essere applicata con finalità descrittive, esplicative e normative. Inoltre, per ciascuna di tali finalità è possibile attingere a una varietà di strumenti, sia per la raccolta di dati empirici che per l’analisi concettuale.

In terzo luogo, la maturità dell’AED è osservabile nella varietà delle espressioni che assume in ciascuna parte del mondo. Non solo sono presenti associazioni di AED in ogni continente, ma esistono ormai manuali frutto di riflessioni legate a sistemi giuridici ed economici nazionali o regionali. Naturalmente, i manuali nazionali non sono tutti uguali. Questo conferma che l’AED offre strumenti di analisi adattabili a una pluralità di contesti.
Veniamo ora ai metodi e ai contenuti del manuale. Quanto ai primi, abbiamo cercato di sfruttare i progressi compiuti negli ultimi anni dall’AED sul versante dell’integrazione fra diritto ed economia. Laddove possibile, abbiamo chiesto a un giurista e a un economista di lavorare a una stesura congiunta dei capitoli. Nei pochi casi in cui non è stato possibile, vi è stata una rilettura critica e costruttiva da parte di studiosi di entrambe le discipline. Gli autori si sono confrontati sulla scelta del linguaggio, degli esempi e delle teorie. Inoltre, ciascun autore ha commentato gli altri capitoli. Riteniamo che questo metodo di lavoro abbia prodotto risultati di grande interesse e sia utilizzabile in altre iniziative.

Quanto ai contenuti, il testo è suddiviso in tre parti. La prima è dedicata ai metodi, la seconda ai temi del diritto privato, la terza al funzionamento delle istituzioni statali. Cerchiamo di coprire un ambito molto ampio, che speriamo di ampliare ulteriormente in future edizioni. L’obiettivo di fondo rimane la comprensione delle interazioni fra sistema giuridico e sistema economico. Abbiamo scelto il diritto italiano come punto di riferimento per l’analisi giureconomica. Questa scelta consente di evidenziare le ricadute pratiche dell’AED anche nel nostro ordinamento e nella pratica quotidiana.

Quali categorie di lettori potrebbero essere interessate a questo manuale? Si tratta di un’opera con un taglio introduttivo, che consente un primo approccio all’AED. Questo testo può essere utilizzato in corsi di laurea di primo livello. In corsi di laurea magistrali, può servire come lettura complementare in insegnamenti che concentrano l’attenzione su temi interdisciplinari. A seconda degli obiettivi didattici, i docenti potranno decidere di utilizzare tutte e tre le parti o solo alcuni capitoli. I materiali che saranno resi disponibili online faciliteranno l’organizzazione dell’insegnamento e i processi di valutazione. La bibliografia offre spunti per chi voglia approfondire specifici argomenti. Non nascondiamo di avere l’ambizione di raggiungere anche altre categorie di lettori. L’AED mette a disposizione strumenti che possono migliorare i processi decisionali pubblici e privati. Per i metodi e i contenuti che propone, il manuale dovrebbe attrarre l’interesse degli organi legislativi, delle amministrazioni centrali e periferiche, delle autorità indipendenti, della magistratura. Nel settore privato, professionisti in materie giuridiche ed economiche, giuristi d’impresa e compliance officers dovrebbero valutare come l’analisi delle strutture di incentivi possa contribuire alla gestione dei rischi in ambito organizzativo. Ci auguriamo che l’approccio interdisciplinare proposto diventi nel prossimo futuro una componente costante dei percorsi di formazione per tutti questi soggetti.

Diritto ed economia. Una prospettiva italiana, a cura di Giuseppe Bellantuono e Giovanni Battista Ramello, Il Mulino, 2026, pp. 264