Particolare della copertina del libro

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Diritti sociali fondamentali tra costituzionalismi e mercato. Visioni comparate tra Europa e America Latina

a cura di Gian Antonio Benacchio, Michele Cozzio Michele Nicoletti, Jaime Rodríguez-Arana Muñoz

17 luglio 2026
Versione stampabile

Il volume raccoglie gli Atti del Seminario Internazionale svoltosi a Trento il 12 e 13 maggio 2025, promosso dalle Università di Trento e della Coruña con la partecipazione di studiosi europei e latinoamericani invitati a confrontarsi su una domanda sempre più urgente: quale futuro per i diritti sociali in un tempo segnato da crisi economiche, guerre, transizioni tecnologiche e profonde disuguaglianze?
I contributi affrontano il tema dei diritti sociali fondamentali – dal lavoro dignitoso alla salute, dall’istruzione alla protezione sociale – come una delle condizioni essenziali per la qualità delle democrazie contemporanee. Il volume propone una prospettiva comparata tra Europa e America Latina, valorizzando il dialogo tra tradizioni giuridiche diverse mettendo in luce come la tutela dei diritti sociali richieda non soltanto il riconoscimento formale, ma anche politiche pubbliche efficaci, istituzioni capaci, amministrazioni responsabili e una società civile consapevole.
A orientare la discussione sono tre documenti fondamentali, diversi per natura e portata, ma accomunati da una stessa radice: la dignità umana come principio che esige una tutela concreta e condivisa.
Il primo è la Carta sociale europea (1961, riveduta nel 1996), che ha contribuito a trasformare diritti inizialmente programmatici in parametri giuridici vincolanti per gli Stati. Il secondo è la Carta iberoamericana dei diritti sociali fondamentali (2021), che afferma l’accesso a istruzione, casa, salute e sicurezza sociale come condizioni essenziali di una cittadinanza sostanziale. Il terzo è il Pilastro europeo dei diritti sociali (2017), che invita a ripensare il modello sociale europeo alla luce delle transizioni verde e digitale. Letti in sequenza, questi tre documenti delineano un percorso evolutivo: dalla definizione di standard minimi, alla loro proiezione interregionale, fino alla loro integrazione con le politiche economiche, industriali e ambientali.
I contributi sono organizzati attorno a quattro assi tematici principali: (i) i diritti sociali fondamentali nella prospettiva europea e iberoamericana; (ii) i diritti sociali e la tutela dei lavoratori; (iii) il rapporto tra diritti sociali e sostenibilità; (iv) il ruolo della pubblica amministra-zione e degli strumenti giuridici nell’attuazione dei diritti sociali. A questi si aggiungono gli interventi della tavola rotonda conclusiva, dedicata alle sfide contemporanee dei diritti sociali, tra giurisprudenza, resistenze economiche, consenso pubblico e funzione sociale dell’economia.
Il Seminario è stato inoltre l’occasione per la firma dell’accordo di cooperazione tra il Foro Iberoamericano de Derecho Administrativo (FIDA) e l’Open Council of Europe Academic Networks (OCEAN), un passo significativo nel rafforzamento delle reti accademiche transnazionali e nella promozione di una ricerca condivisa sui valori della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto.

Gian Antonio Benacchio è docente nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento
Michele Cozzio è docente nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento
Michele Nicoletti è professore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento
Jaime Rodríguez-Arana Muñoz è professore del Departamento de Derecho Público, Universitade da Coruña

Dalla Presentazione degli Atti (pagg.VII-IX)

Le recenti crisi economiche, sanitarie, ambientali e geopolitiche hanno reso evidente che la tutela dei diritti sociali non può rimanere confinata su piani meramente dichiarativi ma richiede uno sforzo collettivo per divenire concreta: politiche pubbliche efficaci, amministrazioni e giudici capaci, operatori economici responsabili, cittadini e organizzazioni della società civile determinati, strumenti giuridici adeguati, tanto a livello nazionale quanto sovranazionale.
[...]
L’accesso universale a beni e servizi essenziali non rappresenta soltanto un corollario importante della democrazia, ma una sua condizione strutturale, un presupposto imprescindibile per il pieno sviluppo della persona, la cui realizzazione diviene responsabilità comune, intra- e inter-generazionale.
Eppure, nulla di quanto è stato conquistato può dirsi definitivamente acquisito, né garantito per il futuro. In nessun caso, poi, l’effettività dei diritti sociali è frutto di automatismi.
Uno sguardo realistico al contesto globale mostra quanto rimanga da fare e, prima ancora, la fragilità di quel poco che fin qui è stato ottenuto. Turbolenze geopolitiche, competizione per le risorse, trasformazioni dei mercati e, non da ultimo, una transizione tecnologica profondamente asimmetrica delineano scenari ambivalenti: per un verso aperti a nuove opportunità di innovazione sociale, per l’altro verso esposti al rischio concreto di brusche inversioni di tendenza e nuove forme di esclusione.
[...]
Il Pilastro europeo dei diritti sociali invita a ripensare il modello sociale europeo alla luce della transizione verde e digitale. Pur privo di immediata cogenza normativa, esso svolge una funzione propulsiva nell’orientare le politiche dell’Unione europea, dalla regolazione delle nuove forme di lavoro fino alle politiche di investimento e coesione sociale. Esso insiste sulla necessità di conciliare competitività e coesione sociale di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale, dall’automazione e dalla transizione ecologica, riaffermando che crescita economica e tutela della dignità umana devono procedere insieme.
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In un’epoca in cui grandi imprese transnazionali tendono a produrre regole proprie, spesso sottratte ai contesti statali e territoriali, il rischio che i diritti sociali vengano compressi in nome dell’innovazione e della competitività non è affatto remoto.

Dall'Introduzione alla sessione Diritti sociali fondamentali tra tutela internazionale e politiche pubbliche (pagg. 3-4)

I diritti umani sfuggono a tentativi di gerarchizzazione: non esistono diritti primari e diritti secondari, né diritti che precedono altri in termini di rilevanza giuridica o valoriale. Essi costituiscono, nel loro insieme, l’espressione delle molteplici dimensioni della persona umana, la cui dignità richiede una tutela integrale.
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I diritti sociali, in assenza di adeguato intervento istituzionale, rischiano di rimanere mere enunciazioni. Pur riconoscendo il ruolo fondamentale delle formazioni sociali nel concorrere alla realizzazione di tali diritti, è evidente che senza l’intervento delle politiche pubbliche e delle amministrazioni essi non possono trovare effettiva concretizzazione.
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Non è un caso che una parte significativa della crisi di legittimazione delle istituzioni politiche e amministrative si manifesti proprio sul terreno della capacità di incidere sulle condizioni materiali di vita delle persone.
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Le tradizioni giuridiche e filosofiche dell’area mediterranea e latinoamericana possano offrire un contributo originale alla riflessione sui diritti umani, sui diritti sociali e sulla costruzione di una società civile internazionale. Si tratta di tradizioni accomunate da una forte matrice umanistica e da un’attenzione particolare alla dignità della persona, nonché alla necessità di strumenti giuridici e istituzionali capaci di sostenerla in modo concreto. 
In questa prospettiva, il mondo latinoamericano non è più concepito come un ambito di mera ricezione di modelli europei, bensì come un laboratorio di elaborazione teorica e di sperimentazione pratica di straordinario rilievo. Tale impostazione è condivisa anche dal Consiglio d’Europa, che intrattiene relazioni strutturate e significative con l’America Latina, inclusi profili di cooperazione sul piano istituzionale e normativo.

Libro pubblicato in open access con licenza CC-BY-NC-ND 4.0 Internazionale scaricabile dall'archivio IRIS. Il volume è disponibile anche in edizione cartacea contattando servizioclienti [at] scalalibri.com.