un'immagine dei server del data center ©Tdm ph. Giancarlo Ballauco

Innovazione

I dati sotto la montagna

In Val di Non entra in funzione Intacture, primo data center ipogeo europeo. Un successo Pnrr guidato da UniTrento

23 giugno 2026
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di Alessandra Saletti
giornalista e direttrice UniTrentoMag

È una miniera attiva il cuore tecnologico di Intacture, primo data center europeo realizzato in un sito estrattivo operativo. L'infrastruttura ospita una piattaforma di supercalcolo per l'intelligenza artificiale, frutto di un progetto ambizioso e innovativo di partenariato pubblico-privato che ha per capofila l’Università di Trento. È il primo progetto Pnrr dedicato alle infrastrutture digitali ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Alimentato al 100% da fonti rinnovabili, ha una resa del 30% superiore alla media europea dei data center tradizionali. UniTrentoMag ha seguito la cerimonia di inaugurazione.

Giù per otto piani, raggiungiamo in pochi secondi il cuore della montagna, dentro lunghe gallerie in cui il contatto con la realtà sembra sospeso. Cento metri di fredda roccia dolomia tutt’intorno proteggono i server e con una temperatura stabile sui 12 gradi e fanno dimenticare presto il caldo afoso di questi giorni. Percorriamo le due gallerie operative lunghe centosettanta metri e un cavedio verticale profondo quaranta che collega gli uffici in superficie alle aree dedicate all’infrastruttura tecnologica. È qui, sottoterra e apparentemente lontano da tutto, che si è tenuta oggi la cerimonia di inaugurazione di Intacture, il primo data center europeo realizzato all'interno di una miniera attiva, inaugurato ufficialmente in Val di Non, nel comune di Predaia.

Insieme all’innovazione tecnologica, la parola chiave per descrivere Intacture è sostenibilità. L’ambiente ipogeo e asciutto garantisce le condizioni ideali di raffrescamento naturale (free-cooling) per il 75% dell'anno. Una condizione perfetta per stoccare mele, grana trentino, spumante. E qualcosa di altrettanto prezioso: i dati.

Il sistema funziona a circuito chiuso con zero consumo d'acqua e alimentazione da fonti rinnovabili locali, con un’efficienza energetica superiore del 30-40% rispetto ai data center tradizionali. Obiettivo di Intacture è sostenere l’espansione dell'intelligenza artificiale e dei servizi digitali senza far decollare i consumi energetici, l'impatto ambientale e la dipendenza da infrastrutture estere.

Sul piano computazionale, il cluster può raggiungere una potenza di circa 200 petaflops per inferenza AI e 10 petabyte di archiviazione. Che è come dire 200 milioni di miliardi di operazioni al secondo o uno spazio equivalente a circa 13 anni consecutivi di video in alta definizione riprodotti giorno e notte senza interruzioni.

Per realizzare e attrezzare le gallerie alte sette metri che ospitano Intacture ci sono voluti poco più di 1500 giorni e sono stati estratti 63mila metri cubi di roccia, posati oltre 54 km di cavi e 3 di tubazioni. Lo sforzo collettivo per dare vita a una piattaforma di supercalcolo dedicata all’intelligenza artificiale di precisione, ha già segnato un doppio primato: tecnologico e amministrativo. Lo scorso 30 aprile Intacture è risultato il primo progetto della Missione 4 "Istruzione e Ricerca" del Pnrr ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate, traducendo 18,4 milioni di euro di finanziamento pubblico (su un investimento complessivo superiore ai 50 milioni) in una struttura pienamente operativa e aperta al mercato. Un traguardo raggiunto grazie a un modello innovativo di partenariato pubblico-privato istituzionalizzato, la cui governance scientifica è affidata all’Università di Trento. Insieme all’Ateneo, un raggruppamento di realtà imprenditoriali del territorio (Covi Costruzioni, Dedagroup, Gruppo Gpi e Isa – Istituto atesino di sviluppo). Un modello societario che ha unito le competenze ingegneristiche necessarie allo scavo sotterraneo con le più avanzate competenze nell'ambito dei servizi IT, della sanità digitale e dello sviluppo finanziario.

«Contribuire alla nascita di Intacture ha significato per l’Università di Trento accettare una sfida doppia: misurarsi con i tempi stringenti del Pnrr e sperimentare un modello societario e imprenditoriale inedito per un ateneo», ha commentato Flavio Deflorian, nella sua doppia veste di presidente di Trentino DataMine e di rettore dell’Università di Trento. «Grazie alla sinergia concreta tra pubblico e privato, abbiamo trasformato le risorse assegnate in un'infrastruttura operativa che potenzia la competitività delle imprese e del tessuto economico locale. È la dimostrazione di come la conoscenza scientifica possa rispondere alle necessità reali della comunità. Questa piattaforma proietta la ricerca trentina in una dimensione internazionale, accreditando UniTrento come player di primo piano nell'innovazione digitale. Contribuire a consolidare questa reputazione fuori dai confini locali conferma il ruolo strategico che l'Università ha per lo sviluppo futuro del territorio».

Al taglio del nastro c’erano tutti i rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali che non hanno mancato di apprezzare lo sforzo di collaborazione pubblico-privato. Un plauso è arrivato dai ministri Adolfo Urso (imprese e Made in Italy) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza energetica), dal sottosegretario di Stato con delega all'innovazione Alessio Butti e dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli.

«Grazie all’Università di Trento, interlocutore attento e determinato, con cui il Governo e il Pnrr hanno realizzato numerosi interventi, tra i quali questo rappresenta certamente uno dei più significativi» ha sottolineato il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti. «Questa infrastruttura strategica è la dimostrazione concreta di quanto la collaborazione tra pubblico e privato possa produrre risultati di eccellenza quando si fonda su progetti solidi e condivisi»

L’infrastruttura si propone ora come un laboratorio a cielo coperto per il territorio e per l'Europa. «Intacture non è una semplice infrastruttura», ha spiegato Dennis Bonn, amministratore delegato di Trentino DataMine. «È una piattaforma strategica pensata per offrire un’alternativa ai modelli tradizionali, che sfrutta la protezione naturale della montagna per rispondere alle sfide di sicurezza, sostenibilità ambientale e sovranità del dato, e si pone come polo di aggregazione naturale per la ricerca e l'economia digitale».

L’idea di Intacture si fonda su quattro direttrici chiave: protezione fisica, sostenibilità ecologica, calcolo avanzato e sovranità tecnologica. Proprio su questo ultimo fronte, l'architettura del sistema assicura la massima tutela: dati custoditi e processati restano all'interno del perimetro normativo italiano ed europeo. Un approccio che valorizza direttamente la filiera locale, unendo le competenze del personale di ricerca dell’Ateneo alle capacità delle imprese trentine, con un obiettivo chiaro: trattenere sul territorio know-how, risorse computazionali e valore economico.