Una rappresentanza di Eu Careers Ambassadors d’Ateneo ©UniTrento ph. Federico Nardelli

Internazionale

Europa, un posto per giovani

Eu Careers Ambassadors d’Ateneo fanno conoscere alla comunità studentesca le opportunità di lavoro nelle diverse istituzioni

25 febbraio 2026
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di Elisabetta Brunelli
giornalista, Ufficio Stampa e Relazioni esterne

Credono nell’Europa. Si riconoscono nei suoi valori. Ne apprezzano le tante opportunità per le giovani generazioni. Anche per questo hanno presentato candidatura come Eu Careers Ambassadors dell’Università di Trento per un anno. Sono Valentina Calore, Alice Dorotea Gabriella Finocchiaro, Eleonora Jannelli, Francesca Laera, Allegra Mattarollo Costella (studentesse del Dipartimento Facoltà di Giurisprudenza); Gurleen Kaur (Dipartimento di Economia e Management); Giorgia Lazzarotto (Dipartimento di Lettere e Filosofia); Carlo Martinico (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale). Hanno seguito la formazione dell’Ufficio europeo di selezione del personale, incaricato del reclutamento di chi lavora in tutte le istituzioni, gli organi e le agenzie dell'Unione europea. E, da qui all’estate, hanno un’agenda fitta di attività di sportello di consulenza e di incontri informativi per presentare alla comunità studentesca quali siano le possibilità di carriera in Europa e come prepararsi al meglio.

C’è posto per ogni area disciplinare e ogni ruolo. Così come sono diverse le realtà dove trovare lavoro. Dal Parlamento europeo al Consiglio alla Commissione, dalla Corte di giustizia alla Corte dei conti all’Agenzia spaziale europea, solo per fare qualche esempio.

L’Università di Trento per l’anno accademico 2025-2026 è partner dell’Ufficio europeo di Selezione personale (Epso, European Personnel Selection Office) per il programma Eu Careers Ambassadors. Una prima esperienza si era svolta nel 2020-2021, quando a ricoprire il ruolo era stato Francesco Rossi. Questa volta, invece, l’Ateneo ha potuto selezionare otto guide alle carriere Ue. Ecco alcune loro voci.

«La struttura delle istituzioni europee è molto più ampia di quanto pensassi e include persone con background culturali ed educativi di ogni tipo. Non solo giuristi o diplomatici, ma economisti, ingegneri, scienziati», sottolinea Valentina Calore. «Ho avuto modo di vedere quanto sono variegate le posizioni aperte, con un ventaglio di profili richiesti veramente ampio. I settori sono tanti, l’apertura ai giovani è alta, e la voglia di insegnare e apprendere è forte», le fa eco Gurleen Kaur. Carlo Martinico si sofferma sulla «dimensione procedurale e interdisciplinare attraverso cui vengono selezionati i diversi profili. Non si tratta solo di competenze tecniche, ma anche di capacità analitiche, problem solving, adattabilità e competenze personali necessarie per operare in contesti complessi e multiculturali».

Esprimono passione per l’Europa. «L'ambiente europeo è molto diverso da quello italiano e lascia molto più spazio alle persone della nostra età», osserva Valentina Calore. «Vedo quanto l'Ue sia un faro per tanti giovani in paesi che aspettano da anni di entrare nell'Unione», afferma Francesca Laera. «Credo che l’Unione europea sia uno dei contesti decisionali più interessanti nel panorama globale. È un vero e proprio laboratorio politico sui generis, che avrà un ruolo centrale nel futuro dei cittadini europei e dell’Unione stessa», commenta Carlo Martinico.

L’Europa è il loro orizzonte. Nel futuro di Francesca Laera c’è «una posizione che mi permetta di applicare le mie conoscenze in materia di diritto comunitario alle nuove frontiere della sicurezza e della difesa, in uno scenario segnato sempre di più dalle minacce ibride, in particolare le interferenze straniere e la manipolazione dello spazio informativo». Dello stesso avviso Carlo Martinico: «Il mio lavoro dei sogni è diventare policy officer alla Commissione europea, lavorando su temi legati allo Stato di diritto, ai diritti fondamentali o alla resilienza democratica. Mi piacerebbe contribuire alla costruzione di politiche pubbliche fondate su evidenze empiriche e su un’analisi rigorosa dei fenomeni politici e sociali». Riprende: «Vorrei trasmettere l’idea che lavorare nelle istituzioni europee non sia un percorso distante o elitario, ma accessibile a chi è disposto a prepararsi in modo strategico e a mettersi in gioco. Molti studenti non conoscono le opportunità disponibili o le percepiscono come irraggiungibili: il mio obiettivo è renderle più comprensibili, concrete e pianificabili». «Vorrei trasmettere le informazioni (tecniche, concrete) che riceviamo da Epso con energia, vitalità, infondendo alle persone fiducia sul fatto che quello che immaginano possa essere realtà», dice Gurleen Kaur. Francesca Laera vorrebbe comunicare al resto della comunità studentesca «una visione che trascenda i confini nazionali, la bellezza del confronto e dell'essere "uniti nella diversità", ma soprattutto l'idea che, lungi dall'essere un astratto castello in aria, l'Ue e le persone che ci lavorano fanno concretamente parte delle nostre vite di tutti i giorni, anche se non ce ne rendiamo conto».

Ci sarà modo di scoprirlo nei workshop per la comunità studentesca da venerdì 27 febbraio. Organizzazione, promozione e gestione del ciclo e delle diverse attività informative sono a cura delle studentesse e dello studente Eu Careers Ambassadors. Hanno una pagina web dedicata e un account Instagram (eucareers_unitrento) per segnalare le varie iniziative.

Una bella palestra per destreggiarsi tra opportunità e procedure di selezione, allargare la rete di relazioni, acquisire nuove conoscenze e competenze. Un’esperienza stimolante e arricchente, da tanti punti. Perché è un’occasione per «mettersi in gioco e uscire dalla comfort zone», «testare le competenze in fatto di organizzazione di eventi, lavoro di gruppo e in generale di relazione», «sviluppare capacità trasversali spendibili in diversi contesti lavorativi, strutturare meglio gli obiettivi di carriera, avere un orientamento professionale più consapevole e definito», «prepararsi a come potrebbe essere in futuro il teamworking e, grazie al contatto con la comunità studentesca, reindirizzare e migliorare il modo di fare, comunicare e approcciarsi, si spera ottenendo sempre risultati migliori».