Rafforzare la collaborazione transnazionale e gestire sempre meglio la mobilità studentesca sono obiettivi centrali per un’università che vuole essere davvero internazionale. La Divisione Rapporti internazionali insieme agli Uffici mobilità di UniTrento ha coordinato tre iniziative, dal taglio innovativo. Obiettivo: formare il personale tecnico-amministrativo sul modello del Challenge Based Learning, ospitare i top manager di alcuni atenei partner ed europei per condividere le buone pratiche UniTrento e orientare studentesse e studenti verso le opportunità di studio all'estero.
Le relazioni internazionali non si fanno solo con i protocolli, si costruiscono accorciando le distanze tra le persone. Nelle ultime settimane, l'Università di Trento ha vissuto un fitto incrocio di scambi coordinati dalla Divisione Rapporti internazionali e dagli Uffici mobilità dell’Ateneo. Tre eventi diversi con un unico baricentro: trasformare il modo in cui studentesse e studenti, manager e personale tecnico-amministrativo guardano al futuro dell'università.
La prima tappa è già una piccola rivoluzione nel modo in cui si organizzano eventi di questo tipo. Organizzata insieme agli atenei di Twente e Barcellona, la International Staff Week 2026, dedicata al tema “Future-Ready Universities”, ruota attorno a una domanda: come saranno in futuro le università e quali sono le sfide che dovremo saper gestire? Non la solita staff week, come quelle che Trento organizza dal 2017. Questa volta, 58 professionisti di 41 università e 24 nazionalità da tutta Europa e da alcuni Paesi extraeuropei (Sudafrica, Giappone, Tunisia, Israele, Kosovo e Albania) hanno vissuto una vera a propria esperienza di Challenge-Based Learning (Cbl), un apprendimento sul campo, del tutto simile a quello che sperimentano studentesse e studenti degli atenei del consorzio Eciu, l’alleanza europea di università innovative cui fa parte UniTrento.
Divisi in due gruppi – uno sulla mobilità e uno sulla ricerca – i partecipanti hanno affrontato le sfide che cambieranno gli atenei nei prossimi dieci anni. Niente lezioni passive: usando le tre fasi del CBL (engage, investigate, act), diagrammi a lisca di pesce e discussioni nei World Café, i team hanno progettato soluzioni concrete, poi presentate in un serrato elevator pitch ai responsabili d'area Elisabetta Rossi e Giuseppe Caputo. Una novità per tanti colleghi e colleghe di altri atenei, ma la sfida è stata affrontata con entusiasmo e i primi riscontri sono già arrivati: molti hanno dichiarato di voler esportare il metodo nei loro atenei.
Oltre alle soluzioni strategiche, l'esperienza ha lasciato ai partecipanti un bagaglio di competenze pratiche da spendere subito sul campo. Lavorare con il metodo Cbl ha infatti allenato soft skill cruciali come il gioco di squadra e il parlare in pubblico, cementando le basi per nuove e più strette collaborazioni internazionali. A questo si aggiunge un'importante spinta tecnologica: la formula mista (blended) dell'evento, alternando aule reali e piattaforme virtuali, ha costretto tutti a mettersi in gioco con gli ultimi strumenti digitali, trasformando la formazione in un vero e proprio test di agilità digitale, premiato con l’assegnazione di un open badge.
Collegata alla Staff Week 2026, si è tenuta anche quest’anno la Study Abroad Fair, l’iniziativa di informazione sulla mobilità universitaria all’estero, rivolta alla comunità studentesca e organizzata sempre dalla Divisone Rapporti internazionali UniTrento. Oltre quaranta università hanno partecipato con il loro stand a Palazzo Paolo Prodi, trasformato, per un pomeriggio, in un hub multiculturale. Oltre 300 fra studentesse e studenti hanno affollato i tavoli di 42 università partner, arrivate a Trento da ogni angolo del mondo, dal Canada alla Tunisia, passando per il Vietnam. Presenti anche i punti informativi dell’alleanza Eciu e di Erasmus Student Network Trento, oltre ai corner dove fare domande a chi ha già partecipato a una mobilità all’estero. Tra un dolce tipico offerto agli stand e un consiglio pratico scambiato con chi questa esperienza l’ha già fatta, l’auditorium di Palazzo Prodi ha ospitato due sessioni informative molto partecipate, tenute dagli Uffici mobilità dell’Ateneo. Al centro dell'attenzione, le istruzioni per l'uso sulla mobilità internazionale e, soprattutto, i dettagli su bandi e borse di studio per finanziare la partenza. Per chi non ha potuto partecipare, tutte le opportunità per studiare all’estero, per brevi periodi o per mobilità più lunghe, sono raccolte nella sezione International del portale UniTrento: https://www.unitn.it/it/internazionale/andare-allestero
Quasi in contemporanea, dal 6 all’8 maggio, l’Ateneo ha lanciato il primo Eciu Staff Tour, un format nato proprio da un'idea trentina per fare networking operativo tra i top manager del consorzio e per apprendere, di rilesso, buone pratiche di gestione da chi svolge lo stesso incarico. Una sorta di “lavoro allo specchio”. Una delegazione di 14 dirigenti provenienti dalle università di Tampere (Finlandia), Linköping (Svezia) e Kaunas (Lituania) si è immersa nella realtà accademica locale. Il confronto è andato dritto al punto: come integrare la rete Eciu nei piani strategici dei singoli atenei e come mantenersi aggiornati sul fronte della sicurezza informatica e della resilienza digitale. Molto apprezzato nell’Università di Trento il forte legame con il territorio e la capacità di project management. Non sono mancati gli incontri a piccoli gruppi con lo staff UniTrento e i momenti di impatto pratico, come la partecipazione alla Cerimonia di laurea in Piazza Fiera, utili per osservare dal vivo la macchina organizzativa dell’Ateneo, che ha ricevuto molti complimenti.
Wave of international events at UniTrento
Three initiatives to strengthen networking with international partners and promote student mobility
Strengthening transnational collaboration and student mobility is crucial for any university aspiring to position itself at the international level. The International Relations Division together with the Mobility Offices of UniTrento have coordinated three new initiatives to train administrative and technical staff on the Challenge Based Learning model, share best practices with the top executives of some partner and European universities, and guide students toward study opportunities abroad.
International relations take much more than agreements: one way to develop them, is by bridging the distance between people. In recent weeks, a series of exchanges, coordinated by the International Relations Division and the University's Mobility Offices, took place at the University of Trento. Three different events that revolved around the same axis: reshape how students, executives and administrative and technical staff look at the future of university.
The first of these initiatives stands out for the way in which meetings of this type are usually organized. The International Staff Week 2026, jointly hosted with the universities of Twente and Barcelona under the theme "Future-Ready Universities", revolved around a question: what will universities be like in the future and what are the challenges that we will have to tackle? Not the usual staff week, like the ones that Trento has been organising since 2017. This time, 58 professionals of 24 nationalities from 41 universities all over Europe and beyond – South Africa, Japan, Tunisia, Israel, Kosovo and Albania – participated in a challenge-based learning experience-Cbl in the field, very similar to those offered to the students from the universities of the Eciu consortium, the European alliance of innovative universities of which UniTrento is a member.
The participants were divided into two groups, focusing respectively on mobility and research, to examine the challenges that will change universities in the next ten years. No passive lessons: through the three phases of the Cbl – engage, investigate, act – using fishbone diagrams and discussions in the World Cafés, the teams designed concrete solutions that were then presented in a tight elevator pitch to area managers Elisabetta Rossi and Giuseppe Caputo. This was new for many colleagues from other universities, but the challenge was met with enthusiasm and, based on the first feedback, many want to export the method to their universities.
In addition to strategic solutions, the participants also received a wealth of practical skills to apply immediately in the field. Working with the Cbl method has in fact trained crucial soft skills such as team working and public speaking, strengthening the foundations for new and stronger international collaborations. This was coupled with some technological hands-on training: as a blended event, alternating real classrooms and virtual platforms, everyone had to work with the latest digital tools, transforming this experience into a test of digital abilities, recognized with an open badge.
Connected to the Staff Week 2026, the Study Abroad Fair was held this year too — as the university mobility information initiative aimed at the student community and once again organised by the UniTrento International Relations Division. Over forty universities took part with their stands at Palazzo Paolo Prodi, which was transformed, for one afternoon, into a multicultural hub. More than 300 students crowded the tables of 42 partner universities that had come to Trento from every corner of the world, from Canada to Tunisia to Vietnam. Also present were the information points of the ECIU alliance and the Erasmus Student Network Trento, as well as desks where students could ask questions to their peers who had already taken part in a study abroad experience. Between a traditional sweet offered at the stands and practical advice exchanged with those who had already been through it, the auditorium of Palazzo Prodi hosted two well-attended information sessions held by the University's Mobility Offices. At the centre of attention was a practical guide to international mobility and, above all, details on calls for applications and scholarships to fund the trip. For those who could not attend, all opportunities to study abroad — whether for short periods or longer stays — are collected in the International section of the university website: https://www.unitn.it/en/international/going-abroad
Almost simultaneously, from 6 to 8 May, the University launched the first ECIU Staff Tour — a format born from a Trentino idea to foster operational networking among the consortium's top managers. A delegation of 14 senior staff from the universities of Tampere (Finland), Linköping (Sweden) and Kaunas (Lithuania) immersed themselves in the local academic environment. Discussions got straight to the point: how to integrate the ECIU network into the strategic plans of individual universities, and how to stay up to date on cybersecurity and digital resilience. Particularly appreciated at the University of Trento were its strong ties with the local territory and its project management capabilities. Small-group meetings with UniTrento staff were also held, alongside moments of hands-on engagement — such as attending the Graduation Ceremony in Piazza Fiera — which offered a first-hand look at the University's organisational machinery, earning much praise.




