Paolo Guarda, Elena Fasoli, Serena Tomasi, Elena Della Valentina, Carlo Casonato, Lucas Procopio Sant'Anna e Paolo Turrini (©UniTrento ph. Daniele Mosna)

Internazionale

Il diritto e le sfide di un mondo in transizione

Global Law Making, tagliato il traguardo delle prime corone di alloro

20 luglio 2026
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di Lorenza Liandru
Supporto alle Relazioni istituzionali

Si chiama Glam, acronimo di Global Law Making, ed è il corso di laurea magistrale del Dipartimento Facoltà di Giurisprudenza nato per formare giuriste e giuristi capaci di interpretare e accompagnare i grandi cambiamenti del nostro tempo. Un percorso che guarda oltre i confini nazionali, affronta le sfide della regolazione globale e considera il diritto uno strumento per comprendere e governare una realtà sempre più complessa. Istituito nell'anno accademico 2024-2025, il corso ha visto ai primi di luglio la laurea dei suoi primi studenti e studentesse. Siamo andati ad assistere alle discussioni per raccogliere impressioni, aspettative e qualche riflessione.

Il percorso sarà pure nuovo, ma al momento della discussione la tensione mista a gioia è quella di sempre, di ogni laurea vecchia o nuova che sia. C'è l'attesa del proprio turno, ci sono gli amici che danno sostegno, i parenti che fanno domande. Nei corridoi si intrecciano sorrisi, incoraggiamenti e fotografie. È il momento in cui si chiude un capitolo e se ne apre un altro. Ma cosa ha spinto questi primi laureati e laureate a scegliere proprio Glam? «Ho scelto Global Law Making per il suo focus sulla regolazione ambientale e per l'opportunità di approfondire il diritto internazionale e il diritto dell'Unione europea», racconta Madalina Andreea Stoican.

Per Elena Della Valentina la motivazione è stata diversa, ma altrettanto chiara: «Dopo la laurea triennale in Comparative European and International Legal Studies all'Università di Trento, ero certa di voler approfondire il rapporto tra diritto e tecnologia. Credo che le sfide poste dall'innovazione richiedano una prospettiva globale e interdisciplinare: per questo Glam mi è sembrato il percorso giusto. L'esperienza positiva vissuta a Trento durante la triennale ha reso la scelta naturale, nonostante diverse offerte da università straniere».

La laurea è anche il momento dei bilanci. A distanza di due anni, che cosa resta di questo percorso? «Sono ancora contentissima della mia scelta», racconta Elena. «È stato un percorso intenso, ma estremamente formativo. Porto con me competenze che sono certa mi accompagneranno nel mio futuro professionale. I momenti più stimolanti sono stati quelli in cui ho sperimentato quanto il dialogo tra discipline e prospettive diverse possa aiutare ad affrontare problemi complessi. La grande flessibilità del corso richiede di costruire con consapevolezza il proprio percorso, ma è anche uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente». Più sintetica, ma altrettanto positiva, la valutazione di Madalina: «Ora che ho completato il programma, posso dire che rifarei questa scelta».

Nei corridoi c'è l'allegra confusione dei dipartimenti universitari in queste occasioni e dalla strada arrivano già i primi cori goliardici. Ecco che la porta si chiude dietro l'ultimo laureando e la commissione si riunisce per decidere la votazione. Ancora qualche minuto e i primi laureati e le prime laureate di Glam potranno finalmente festeggiare. Prima di lasciarli andare verso nuove esperienze professionali e accademiche, chiediamo loro quale sarà il prossimo passo. Madalina guarda già avanti: «Attualmente sto lavorando a progetti di diritto commerciale internazionale e spero di proseguire su questa strada, possibilmente in una posizione stabile». E aggiunge: «A chi inizia oggi questo percorso consiglio di individuare un ambito che lo appassioni davvero e costruire il proprio piano di studi in modo da approfondirlo il più possibile».

«Per il futuro, il mio obiettivo è continuare nel mondo della ricerca e approfondire lo studio del rapporto tra diritto e intelligenza artificiale, un ambito che negli anni è diventato la mia grande passione e nel quale vorrei costruire il mio percorso», spiega Elena.

Una passione che l'ha portata anche a conquistare un riconoscimento nazionale. Il 6 luglio Elena ha infatti ricevuto, insieme a Marta Zoppello e a Edoardo Cecchinato, il primo premio dell'Hackathon Legal Design, organizzato dall'Università di Bologna nell'ambito del progetto HyperModeLex. L'iniziativa ha riunito studenti e studentesse provenienti da discipline diverse con l'obiettivo di progettare strumenti capaci di rendere il diritto più accessibile attraverso l'intelligenza artificiale e il Legal Design. La sfida consisteva nel tradurre le disposizioni dell'AI Act europeo in servizi e piattaforme facilmente comprensibili e utilizzabili dai cittadini.

Il progetto vincitore, Clarity86, nasce per aiutare cittadine e cittadini a comprendere e ad esercitare il diritto alla spiegazione previsto dall'articolo 86 dell'AI Act. «Sebbene la normativa riconosca il diritto di ottenere chiarimenti sulle decisioni prese con sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, il linguaggio tecnico e la complessità delle condizioni previste dalla legge ne rendono spesso difficile l'applicazione pratica», osserva Elena. «Per questo abbiamo progettato una piattaforma basata su un assistente conversazionale che guida l'utente nel verificare se l'articolo 86 si applica al proprio caso. Il sistema fornisce spiegazioni in linguaggio semplice, mantiene sempre il collegamento con le fonti normative e, al termine del percorso, aiuta anche a redigere la richiesta di spiegazione da inviare al soggetto che ha utilizzato il sistema di IA».

Per i primi laureati e le prime laureate di Glam, il futuro del diritto passa anche da qui: dalla capacità di coniugare competenze giuridiche, innovazione tecnologica e attenzione ai bisogni delle persone.