Edoardo Zonta al Mipol 2024

Premi e riconoscimenti

Polimeri che filano

A Edoardo Zonta del Dii il "Best poster communication award" al Mipol 2024

27 giugno 2024
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Ogni anno, i Milan Polymer Days (Mipol) offrono l’opportunità a studiosi e studiose di tutto il mondo di condividere risultati e conoscenze sul tema delle materie plastiche. Quest’anno, il congresso, organizzato dall’Università di Milano e dalla Società Chimica Italiana (Sci), si è svolto dal 5 al 7 giugno a Ca’ Granda, storica sede della Statale. Hanno partecipato più di 90 ricercatrici e ricercatori da molti paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Italia.

Ad aggiudicarsi il “Best poster communication award” – riconoscimento dedicato a dottorande, dottorandi, ricercatori e ricercatrici post-doc con non più di 32 anni – è stato Edoardo Zonta, assegnista di ricerca al Laboratorio di polimeri e compositi del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Trento.

Le ricerche di Zonta si concentrano su biopolimeri e materiali naturali, in particolare sulle possibili lavorazioni e utilizzi della cellulosa di origine batterica. Zonta lavora però spesso anche con altri biopolimeri come il poly(lactic acid) (PLA), poly(hydroxybutyrate) (PHB) e diversi poly(alkylene furanoate)s (PAF)s. Negli ultimi due anni, si è occupato anche di didattica e divulgazione scientifica: è stato relatore del corso in “Economia circolare e sostenibilità nell’industria della plastica” ed è intervenuto in alcune scuole, eventi e seminari per parlare di plastica e sostenibilità.

Il poster premiato al Mipol è intitolato “Toughening effect of 2,5-furandicaboxylate polyesters on polylactide-based compatibilized renewable fibers” e riguarda lo studio della produzione di fibre per applicazioni tessili tramite filatura da fuso, utilizzando un blend polimerico costituito da PLA e due diversi PAFs, entrambi biopolimeri di origine naturale con diverse proprietà. Lo scopo del lavoro era migliorare le proprietà del PLA, tipicamente fragile, tramite l’aggiunta di PAFs in diverse percentuali per aumentarne la tenacia e di conseguenza ottenere dei manufatti, nello specifico fibre tessili, con proprietà migliorate. I risultati positivi dello studio sono stati confermati da una caratterizzazione approfondita di tipo termomeccanico e chimico.