Premio per due giovani del Centro Agricoltura Alimenti e Ambiente (C3A) dell’Università di Trento, al convegno internazionale del gruppo di lavoro sul controllo biologico e integrato dei patogeni delle piante (IOBC). Il 17° incontro di IOBC si è svolto a Torino nelle scorse settimane.
Amulya Jain Dinesh Kothari, dottoranda al terzo anno di Scienze Agroalimentari e Ambientali, ha vinto per il miglior flash talk. Alessio Martini, assegnista di ricerca al C3A, per il miglior poster.
Amulya si è concentrata sull’applicazione del batterio Lysobacter capsici AZ78 per il controllo biologico della peronospora della vite causata da Plasmopara viticola e per il controllo del marciume del colletto del pomodoro causato da Pythium ultimum.
«I risultati sono interessanti, in quanto dimostrano che AZ78 è un agente di biocontrollo molto promettente con la stessa efficacia dei fungicidi di sintesi chimica. Questo lavoro rafforza l'idea che il futuro dell'agricoltura possa essere più sostenibile grazie all’impiego di agenti di biocontrollo, come AZ78, invece dei prodotti chimici nelle strategie di protezione delle piante», spiega Amulya.
Alessio ha evidenziato gli ultimi risultati sul miglioramento della resistenza di AZ78 ai raggi UV, uno dei principali fattori che limitano l'efficacia di questo agente di biocontrollo nelle applicazioni in campo. Ha esplorato il ruolo dei pigmenti protettivi noti come xantomonadine, prodotti naturalmente dai batteri del genere Lysobacter.
«Ho analizzato il genoma di AZ78 per identificare i geni coinvolti nella produzione di xantomonadine. Ho quindi selezionato un mutante con una minore resistenza all'esposizione ai raggi UV per confermare il ruolo svolto da questi pigmenti nella protezione di AZ78 contro i raggi UV. Questi risultati potrebbero contribuire allo sviluppo di AZ78 come ingrediente attivo di un nuovo biopesticida commerciale», commenta Alessio.
I lavori di Amulya e Alessio dimostrano quanto sia fondamentale il ruolo che la ricerca scientifica può svolgere nello sviluppo di soluzioni biologiche innovative per affrontare le sfide dell’agricoltura del domani.




