Sono i premi che il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian assegna a chi in Ateneo si è distinto nel contribuire alle attività di ricerca. Due sono scientifici, conferiti per la qualità della produzione scientifica e l’impatto nella comunità accademica di riferimento e sono divisi per le diverse fasi della carriera: early career e mid/late career. Il terzo, open prize, è riservato a chi, tra il personale tecnico e amministrativo si è distinto nel supportare la crescita nelle attività di ricerca dell’Ateneo. L’annuncio è avvenuto nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 all’Itas Forum, alla quale ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
A ottenere il premio early career è stato Alessandro Carlotto, professore ordinario al Dipartimento di Matematica e principal investigator del progetto Erc Change, “per l'eccellenza dei suoi studi suggellata da prestigiosi riconoscimenti quali la Medaglia Ambrosetti (2023) e l'Eth Zurich Latsis Prize (2022)” ai quali si aggiunge, più di recente, il Frontiers of Science Award che ha ricevuto a Pechino in occasione dell'edizione 2024 dell’International Congress of Basic Sciences. “La sua attività – si legge ancora nelle motivazioni – si inserisce in un ecosistema di ricerca dinamico in cui il Dipartimento di Trento vanta una storica tradizione, legata a figure come Ennio De Giorgi e Mario Miranda. Il suo arrivo, che ha coinciso con una fase di rinnovamento del gruppo di Calcolo delle variazioni e Teoria geometrica della misura, consolida la posizione di Trento come polo di eccellenza per la comunità matematica mondiale”. «Ringrazio il rettore per avermi conferito questo ambito premio. Non è mai superfluo sapere che l’Università di Trento crede in me e riconosce profondamente il valore del mio lavoro. Questa onorificenza è uno straordinario punto di partenza e un invito a cercare senza sosta la verità matematica». Queste le parole di Carlotto.
A Davide Bigoni, professore ordinario al Dipartimento di Ingegneria civile ambientale e meccanica (assente alla cerimonia per impegni di lavoro) il premio mid/late career, “per la sua leadership scientifica e l’eccellenza nella ricerca internazionale in meccanica dei solidi e delle strutture, testimoniata da prestigiosi finanziamenti europei, tra cui due Erc advanced grants, dal riconoscimento come Euromech Fellow e dall’impatto delle sue pubblicazioni, nonché per la capacità di guidare una comunità di ricerca di alto profilo e formare nuove generazioni di studiosi a livello internazionale”. «Questo attestato – secondo Bigoni – rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto e della qualità della ricerca portata avanti. È uno stimolo a continuare con rigore, curiosità e responsabilità, contribuendo in modo concreto allo sviluppo scientifico e alla comunità accademica».
Il premio open prize è stato assegnato a Mirella Collini, responsabile della Divisione Management della Ricerca e dell’Ufficio Gestione Progetti nazionali, europei e internazionali “per l’elevata professionalità sempre espressa, la rapidità e la flessibilità dimostrate nella gestione dei progetti di ricerca, anche in contesti complessi come il Pnrr; per l’efficace implementazione dei sistemi di rendicontazione e controllo, anche attraverso soluzioni innovative, contribuendo alla costruzione di un team solido, collaborativo e orientato ai risultati”. «Il premio valorizza il ruolo del Research manager and administrator come parte integrata di un "sistema" ricerca innovativo che caratterizza il nostro Ateneo», commenta Collini. «È un lavoro di squadra. Grazie ai colleghi della mia Divisione (Ufficio Gestione Progetti nazionali, europei e internazionali e Ufficio Selezione Personale della Ricerca), ai principal investigators e ai ricercatori per la costante sinergia, ai colleghi del personale tecnico amministrativo per la collaborazione. Ringrazio infine per la fiducia il rettore Flavio Deflorian, la prorettrice Francesca Demichelis, il direttore generale Alex Pellacani e la dirigente Vanessa Ravagni».




