Il progetto “Seeing is Believing” firmato UniTrento si è aggiudicato il primo posto alla seconda edizione della StartUp Academy Life Science, promossa dall’Università di Catania nell’ambito del progetto nazionale Life Science TTO Network (PerfeTTO), finanziato dal Ministero della Salute attraverso il Pnrr. Il riconoscimento è stato assegnato al termine di un percorso formativo multidisciplinare che ha coinvolto 14 team selezionati a livello nazionale, impegnati nella trasformazione di idee di ricerca in iniziative imprenditoriali ad alto potenziale nel settore life science.
La giuria ha premiato il lavoro trentino per l’elevato grado di innovazione tecnologica, la solidità scientifica e la fattibilità tecnica, l’attrattività del mercato di riferimento e la qualità dell’esposizione durante la presentazione. Lo studio, coordinato dalla professoressa associata al Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata Marie-Laure Baudet, è basato sulla tecnologia CircTracker. Si tratta di una piattaforma innovativa che consente, per la prima volta, di visualizzare e tracciare in tempo reale gli RNA circolari all’interno di cellule vive, superando i limiti delle tecnologie attuali che richiedono la distruzione del campione. Questo è possibile grazie all’impiego di sonde sintetiche speciali che si illuminano solo quando riconoscono il bersaglio.
Lo sviluppo di CircTracker è stato reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Giovanni Armenise-Harvard, attraverso early-career e mid-career grants, ed è attualmente sostenuto da un finanziamento di Proof of concept dell'Ateneo. Le potenziali applicazioni spaziano dalla diagnostica precoce, per esempio di tumori o di malattie neurodegenerative, allo sviluppo di vaccini a RNA, fino alla ricerca di base. Insieme alla docente, nel gruppo vincitore ci sono anche la ricercatrice del DiCibio, Arianna Scalfi, lo studente della laurea magistrale in Biotecnologie cellulari e molecolari Mattia Mosele e il responsabile dell'Ufficio Proprietà intellettuale e Valorizzazione dell’Università di Trento, Giuseppe Caputo. Un lavoro di squadra, con il supporto anche di Cristina Ress di Hub Innovation Trentino (Hit), di Francesco Guzzonato e di David Tacconi, entrambi della School of Innovation (Soi) dell’Ateneo di Trento.




