la professoressa Michela Denti ©UniTrento ph. Federico Nardelli

Premi e riconoscimenti

Taupatie, avanti con la ricerca

Nuova conferma per l’innovativa tecnologia a RNA di Michela Denti

4 marzo 2026
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C’era anche l’Università di Trento con Michela Denti alla finale della RNA GeneRNAtion Challenge - Advancing Personalized Medicine, iniziativa che valorizza il trasferimento tecnologico nel biotech e traduce in impatto concreto le leve di sviluppo del Pnrr.

Nel complesso, Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Innovation Center e il Centro nazionale RNA & Gene Therapy lunedì scorso a Milano hanno premiato otto startup e tre progetti universitari.

Michela A. Denti, professoressa ordinaria di Biologia cellulare e applicata al Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata di UniTrento, è risultata vincitrice del primo premio nella categoria “progetti” con Ratar: “RNA for Tau 4R”. Si tratta di una piattaforma di siRNA isoforma-selettivi progettata per ridurre in modo specifico ed esclusivo la proteina Tau 4R e correggere quindi direttamente le alterazioni alla base di una famiglia di taupatie che comprende malattie neurodegenerative quali la malattia di Alzheimer.

La tecnologia utilizza molecole di RNA sviluppate su brevi sequenze di nucleotidi (venti o anche meno) e che sono in grado di interferire con l’accumulo anomalo della proteina Tau nel cervello.

La piattaforma rappresenta una frontiera avanzata nella terapia a RNA e ha ottenuto il riconoscimento per l'alto potenziale di trasferimento tecnologico.

«Ci manca la sperimentazione preclinica, che è un percorso delicato, costoso e lungo ed è passaggio necessario per arrivare alla fase in cui qualcuno possa mostrare interesse per acquisire il nostro brevetto e procedere con la sperimentazione clinica. Noi, però, proseguiamo la ricerca con impegno e tenacia perché il meccanismo è promettente e vogliamo che possa diventare, in qualche anno, una terapia nuova per varie malattie, sia rare sia diffuse, che si caratterizzano per un’irreversibile e progressiva perdita di funzionalità neuronale e per le quali a oggi non esistono cure», commenta Michela Denti.