«Eminente scienziato capace di unire ricerca fondamentale, innovazione tecnologica e responsabilità istituzionale, ha aiutato in modo significativo da fisico sperimentale, alla comprensione delle particelle ad altissime energie e raggi cosmici, che permettono di investigare l'origine della materia e la struttura dell'universo». Con questa motivazione, a Roberto Battiston, ordinario al Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, è stato conferito “Il Perugino: artista ed imprenditore”. Un prestigioso premio che gli è stato attribuito nell’ambito della nona edizione del riconoscimento che viene assegnato a personalità nazionali e internazionali che, «richiamando la figura di Pietro Vannucci (“Il Perugino”) hanno manifestato particolari doti di creatività e capacità realizzatrici, dando un contributo all’esaltazione dei più significativi e nobili valori, economici e sociali, del Paese».
«Dopo importanti esperienze di ricerca al Cern e come presidente dell'Agenzia spaziale italiana — recita la motivazione —, il professor Battiston ha contribuito al rafforzamento dei programmi spaziali nazionali e alla crescita dell'economia del cosmo, arricchendola con lo sviluppo dell’Alpha Magnetic Spectrometer (Ams) installato sulla Stazione Spaziale internazionale, promuovendo il progetto del satellite italo-cinese Cses per l'osservazione di fenomeni sismici dallo spazio». Prosegue: «La sua attività scientifica, istituzionale e divulgativa si esprime con una vasta bibliografia ed è sottolineata da alti riconoscimenti nazionali e internazionali, nonché richiamata dall'onore di vedere intestato a suo nome l'asteroide 21256».
La serata di premiazione si è tenuta lo scorso mercoledì 22 aprile al teatro Collegio di Merito della Sapienza a Perugia. Ad aprire l’evento le parole del presidente dell’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito (Anspc) Ercole Pietro Pellicanò, seguite da una prolusione del professore e imprenditore Alberto Sangiovanni Vincentelli.
A introdurre l’intervento di Battiston è stata la laudatio dell’economista Massimo Egidi, rettore dell’Università di Trento dal 1996 al 2004, che ha ripercorso le tappe di una «traiettoria scientifica e professionale che mostra come la conoscenza scientifica, quando accompagnata da visione e senso civile, possa contribuire non soltanto all’avanzamento del sapere, ma anche allo sviluppo delle istituzioni e della società». Non è mancato il riferimento allo studio dei raggi cosmici, «messaggeri naturali dell’universo», all’impegno di Battiston nel costruire strumenti capaci di decifrarli, per sottolineare infine come la sua carriera sia quella di «una figura che ha saputo coniugare rigore scientifico, visione internazionale e capacità istituzionale» testimoniando con il suo percorso «una rara continuità tra ricerca di base e responsabilità pubblica».
Dal canto suo, Battiston ha ricordato come, «in un tempo di tensioni internazionali e di guerre, la scienza deve sforzarsi di restare un ponte: un luogo in cui il rigore conta più della propaganda, in cui la cooperazione resta possibile anche quando la politica fallisce, in cui si tengono aperti canali di dialogo, di verifica, di responsabilità comune». «La scienza — ha affermato — deve poter continuare a essere un ponte, pur sapendo che i ponti vanno difesi e custoditi. Perché rinunciare alla collaborazione scientifica internazionale non significa solo perdere efficienza; significa perdere immaginazione, e dunque perdere futuro».
Assieme a Battiston, il 22 aprile sono stati premiati il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Spa Giovanni Gorno Tempini (premio speciale), l’ordinario di Ematologia all’Università degli studi di Perugia Brunangelo Falini, la Ceo e Coo di Elettronica Spa Domitilla Benigni, l’industriale Paolo Bazzica e l’oncologo Lucio Crinò (premio per la carriera).




