Robot capaci di apprendere in autonomia, correggersi in caso di errore e di dimenticare, quando necessario, informazioni sensibili per rispettare la privacy. È la ricerca alla quale lavora Massimiliano Mancini, ricercatore in Machine Learning al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione dell’Università di Trento e che gli è valsa il premio Most Promising Researcher in Robotics and AI.
Il suo lavoro affronta una delle questioni cruciali dei sistemi autonomi intelligenti: essere capaci di adattarsi all’imprevedibilità del mondo reale e al tempo stesso rispettare gli esseri umani. Questo vale in molti ambiti, dai robot domestici e quelli industriali fino ai large language models con cui interagiamo quotidianamente. I robot del futuro, spiega Mancini nella sua candidatura, non dovranno essere solo “potenti”: dovranno imparare ad adattarsi, riconoscere errori e bias, tenere conto del diritto all’oblio e della protezione dei dati personali degli utenti.
Il riconoscimento è stato conferito nell’ambito della diciannovesima edizione della RomeCup, con una cerimonia che si è svolta negli spazi dei Musei Capitolini di Roma.
Sono state 265 le candidature che hanno partecipato alla competizione, valutate da una giuria composta da 63 persone esperte provenienti da 25 università e centri di ricerca. Il premio ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.
«La mia ricerca si concentra sulla creazione di sistemi intelligenti in grado di apprendere, autocorreggersi e persino disimparare comportamenti dannosi. Questo premio significa molto per me perché valorizza e incoraggia il mio impegno verso un'intelligenza artificiale più sicura e affidabile, che possa aiutarci nel rispetto dei nostri diritti», questo il commento del vincitore.




