Grande soddisfazione per il Dicam che a Singapore, davanti a oltre mille delegati provenienti da tutto il mondo, ha vinto uno dei sei prestigiosi Best Paper Awards assegnati dalla conferenza. La premiazione è avvenuta durante la Indoor Air 2026, che si è tenuta alla Singapore Management University dal 14 al 18 giugno 2026.
La conferenza, tra i principali appuntamenti mondiali sulla qualità dell’aria degli ambienti interni in relazione a salute, comfort e resilienza al cambiamento climatico, organizzata dalla International Society of Indoor Air Quality e co-organizzata da Singapore Green Building Council e National University of Singapore, ha riunito quasi mille delegati da 47 Paesi. La 19esima edizione era su “Enhancing Wellbeing in Existential Challenges – Deepening Understanding, Building Resilience”.
In questo contesto, il contributo “SmellscaPy: the Python library for analysis and representation of indoor smellscape perceptual data”, co-firmato da Giulia Torriani (Dicam, UniTrento), Simone Torresin (Dicam, UniTrento), Olga Somova (Eurac Research), Francesco Babich (Eurac Research) e Rossano Albatici (Dicam, UniTrento), è stato insignito di uno dei Best Paper Awards della conferenza.
Il lavoro premiato si basa sul modello di percezione del paesaggio olfattivo sviluppato nell’ambito del percorso di dottorato di Giulia Torriani (Developing a principal components model of indoor smellscape perception in office buildings, su ScienceDirect) e propone SmellscaPy, una libreria open-source pensata per facilitare l’analisi, la rappresentazione e l’interpretazione dei dati percettivi relativi agli ambienti olfattivi indoor. Lo strumento mira a rendere più accessibili e diffuse metodologie per lo studio della percezione olfattiva negli edifici, contribuendo allo sviluppo di ambienti interni non solo salubri, ma anche più piacevoli e favorevoli al benessere degli occupanti.
Il ricercatore Simone Torresin e la dottoranda Giulia Torriani, in collaborazione con Eurac Research, hanno presentato alla platea contributi dedicati ai temi emergenti dei paesaggi sonori (soundscape) e olfattivi (smellscape) negli ambienti interni e alla necessità di ripensare il concetto di qualità dell’aria indoor andando oltre la sola riduzione degli inquinanti. Tradizionalmente, infatti, gli stimoli olfattivi negli edifici sono stati considerati un problema da eliminare. I loro interventi hanno invece proposto una prospettiva più ampia, interrogandosi sul ruolo che gli odori possono avere nel modellare l’esperienza (multi)sensoriale degli ambienti e ponendo una domanda provocatoria: neutralizzare gli odori è sempre la soluzione migliore per il nostro benessere?
L'attività di ricerca presentata al congresso si inserisce nel progetto M&ASURE 2.0, coordinato da Rossano Albatici e finanziato dall’Università di Trento come progetto strategico di Ateneo.




