Il dottorando Davide Olivieri con il suo circuito integrato vincente alla Icop 2026

Premi e riconoscimenti

La “manopola” di Davide Olivieri

Il suo circuito integrato promosso dalla Conferenza italiana di ottica e fotonica

21 luglio 2026
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Ha convinto il suo circuito fotonico in cui sono integrate tutte le componenti di controllo. Per questo Davide Olivieri, dottorando di Fisica, componente del Laboratorio di Nanoscienze del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, ha ottenuto il Best Student Paper Award Nano and Quantum Sciences all’interno della Conferenza italiana di ottica e fotonica (The Italian Conference on Optics and Photonics, Icop).

L’evento, che riunisce ricercatori e ricercatrici da ogni parte del mondo in un confronto stimolante e multidisciplinare, si è tenuto a L’Aquila, la capitale italiana della cultura 2026, dal 15 al 17 giugno.

«La fotonica integrata – spiega Davide Olivieri - si basa sulla propagazione della luce in canali micrometrici strutturati per veicolare, trattenere, manipolare e trasmettere segnali luminosi in modo analogo a quello che succede alla corrente elettrica all'interno dei circuiti integrati che formano i processori usati nei dispositivi elettronici, come i nostri telefoni. Uno dei componenti base dei circuiti fotonici integrati sono i microrisonatori ottici ad anello, particolari strutture in cui la luce viene fatta circolare continuamente potenziando l'interazione con la materia e, perciò, inducendo comportamenti nonlineari che sono usati in componenti come gli interruttori ottici o gli instradatori ottici».

Riprende: «Nei sistemi tradizionali, il controllo dei microrisonatori richiede dispositivi esterni al circuito integrato soggetti a instabilità causate dall’ambiente come sbalzi termici e vibrazioni. Per superare questo limite, nel lavoro premiato, abbiamo integrato per la prima volta tutte le componenti di controllo direttamente all'interno del circuito fotonico. Il nostro circuito integrato inoltre divide la luce in ingresso in due canali luminosi le cui caratteristiche sono gestite indipendentemente. In questo modo viene per la prima volta utilizzata l’interferenza ottica per determinare il comportamento del dispositivo».

Ma il dispositivo come funziona? «Il controllo integrato dell’interferenza agisce come una "manopola" per regolare la risposta ottica del circuito: a bassa potenza (regime lineare) permette di selezionare o spegnere a piacimento specifiche frequenze, mentre ad alta potenza (regime non-lineare) permette di raddoppiare l'energia immagazzinata all'interno del risonatore. Questa sintonizzazione ci permette di controllare i microrisonatori ottici e di manipolarne al meglio la risposta, aprendo nuove strade alla fotonica programmabile per il controllo di segnali ottici», conclude.