Resilienza informativa, nuovi strumenti per gli investimenti transfrontalieri e rappresentazioni semplificate dei sistemi complessi: sono i temi dei tre progetti con cui Anna Bertani, Ece Naz Tatar e Margherita Mele sono salite sul podio del Premio Giovani Ricercatori Euregio 2026. I loro progetti sono nati all’interno dell’Università di Trento, dove le tre ricercatrici erano affiliate al momento della candidatura. Sono state selezionate tra 49 giovani ricercatori e ricercatrici under 35 dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.
Nella categoria dedicata a economia, scienze sociali, giurisprudenza, scienze dell’educazione e scienze umane, il secondo posto è andato ad Anna Bertani, mentre il terzo è stato assegnato a Ece Naz Tatar.
Bertani, un dottorato di ricerca in Computer Science a UniTrento (svolto in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler) e attualmente postdoc al Trinity College di Dublino, ha studiato il fenomeno della disinformazione durante la pandemia, analizzando i fattori che rendono società e istituzioni più o meno vulnerabili all’“infodemia”. Il lavoro evidenzia il ruolo di istituzioni solide e di ecosistemi informativi diversificati, con implicazioni dirette per la resilienza delle regioni transfrontaliere come l’Euregio.
Tatar, laurea magistrale in Global Law Making, ha invece proposto un modello di security token conforme alla normativa europea per facilitare gli investimenti transfrontalieri nell’Euregio, favorendo la partecipazione di cittadini e Pmi al finanziamento di progetti e attività regionali.
Nella categoria dedicata a scienze tecniche, scienze naturali e medicina, il secondo posto è stato conquistato da Margherita Mele, dottorata al Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. Il suo progetto sviluppa un approccio basato sulla fisica statistica e sulla teoria dell’informazione per ottenere rappresentazioni semplificate ma informative di sistemi complessi. L’applicazione a proteine e reti neurali artificiali apre prospettive per la comprensione delle malattie, la progettazione di farmaci e lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale più affidabili e trasparenti.
La cerimonia si è svolta sabato 29 agosto in occasione degli Euregio-Days all’European Forum Alpbach. Quella di quest’anno è stata la quindicesima edizione del Premio. La giuria della valutazione scritta era composta da oltre dieci membri di università dell'Euregio per ciascuna categoria. La giuria della finale orale era invece composta da sette membri provenienti dalle università dell'Euregio, tra cui il professor Maurizio Marchese, prorettore allo sviluppo delle relazioni internazionali dell'Università di Trento, ed era presieduta dalla professoressa Ulrike Tappeiner di Eurac Research.




