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Un’altra Trento

Architettura, rappresentazione ed esperienza virtuale. Progetto tra laboratori internazionali e una mostra aperta alla città

30 giugno 2025
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Swami Agosta
Studentessa collaboratrice Ufficio stampa e Relazioni esterne

C’è una Trento che vediamo ogni giorno, ma spesso senza farci troppo caso. E poi ce n’è un’altra: più nascosta, sorprendente, che si mostra solo a chi sa guardare con attenzione. È proprio questa “Trento altra” il centro della mostra conclusiva della Nemesi summer school “Narration of explorative maps and virtual experience of architectural spaces. Imagine Trento”, promossa dall’Università di Trento. Un percorso di formazione e sperimentazione in cui studenti e studentesse raccontano la città con disegni, modelli fisici e digitali ed esperienze miste di visualizzazione. La mostra non è solo un’esposizione, ma un invito a guardare il paesaggio urbano con occhi nuovi.

Non serve andare lontano per scoprire qualcosa di nuovo: a volte basta fermarsi e guardare meglio ciò che ci circonda. È da questo presupposto che nasce la Nemesi summer school, un progetto dell’Università di Trento che prende il via oggi, 30 giugno, e accompagnerà per due settimane studenti e studentesse internazionali in un percorso di esplorazione della città, tra plastici, disegni, documenti d’archivio e narrazione virtuale mista.

Come spiegano Starlight Vattano e Claudia Sansò, coordinatrici scientifiche del progetto, il lavoro è partito dalla scelta di una serie di casi studio, ovvero edifici e quartieri rappresentativi dell’architettura trentina realizzati tra il Novecento e i primi anni Duemila. «Abbiamo selezionato le scuole Sanzio e il Palazzo della Regione di Alberto Libera, la stazione ferroviaria di Angiolo Mazzoni, le sedi universitarie come, Palazzo Prodi, sede del Dipartimento di Lettere e il Palazzo di Giurisprudenza di Mario Botta, ma anche il palazzetto dello sport Le Ghiaie di Renato Rizzi e l’intero quartiere Le Albere, con il Museo della Scienza e la biblioteca universitaria, firmato da Renzo Piano. Abbiamo cercato un equilibrio tra architetture note e altre meno conosciute, con l’obiettivo di far apprezzare i loro valori architettonici a partecipanti e cittadinanza» racconta Sansò.

Questa selezione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con l’Archivio del ‘900 del Mart, che ha messo a disposizione una serie di risorse preziose, tra cui plastici, disegni originali e progetti. A partire da questi materiali, studenti e studentesse realizzeranno le proprie interpretazioni grafiche utilizzando tecniche diverse: dal disegno a mano libera alla modellazione digitale, dalla fotogrammetria al collage. Il risultato sarà una mostra aperta al pubblico, pensata non solo come momento espositivo ma anche come esperienza immersiva nella quale si potrà rileggere la città attraverso plastici, stampe 3D, videomontaggi e ambienti aumentati o immersivi, osservando le architetture selezionate da una prospettiva nuova.

Chi partecipa proviene da dodici paesi diversi, tra cui Polonia, Turchia, Austria, Spagna, Brasile, Finlandia, Sudafrica e Stati Uniti. Questa diversità di provenienze e percorsi rappresenta un valore fondamentale per il progetto. «Per noi è una grande ricchezza – proseguono le curatrici – ci aspettiamo una pluralità di approcci e punti di vista, che renderanno il confronto stimolante e l’esperienza unica. Anche il corpo docente riflette questa apertura, con la presenza di studiosi e studiose internazionali che partecipano attivamente ai laboratori grafici. Le competenze in gioco spaziano dalla storia all’arte, dalla fotografia alla progettazione architettonica vera e propria: una contaminazione che fa parte dell’identità di Nemesi».

L’inclusività è uno degli elementi chiave del progetto. «Collaboriamo con realtà locali come il FabLab UniTrento e LevelUp Trento, un gruppo di giovani professionisti attivi nella stampa 3D, nella realtà aumentata e mista» spiegano le curatrici. «La tridimensionalità degli oggetti permette anche a persone ipovedenti o con difficoltà cognitive di avvicinarsi ai contenuti della mostra».

Ma ciò che rende davvero unica la summer school Nemesi è il suo legame diretto con la città. La mostra finale è l’esito visuale della "Città altra”. L’obiettivo è riportare l’attenzione su luoghi urbani spesso ignorati. «Camminando per Trento – raccontano – capita di non accorgersi che dietro un edificio apparentemente anonimo si nascondono progetti importanti, firmati da noti architetti o legati a precise scelte urbanistiche. La mostra vuole accendere uno sguardo nuovo su questi spazi».

Anche l’allestimento riflette questa visione. Oltre ai modelli fisici e digitali realizzati durante i laboratori, saranno esposti video e materiali che raccontano il percorso, le dinamiche di gruppo e il rapporto costruito con il territorio. «La mostra – conclude Vattano – è anche il racconto delle relazioni nate durante queste due settimane: uno spazio di condivisione, crescita e trasformazione». 
Non resta che andare a vedere con i propri occhi: l’appuntamento è venerdì 11 luglio negli spazi della Fondazione Caritro, per lasciarsi sorprendere da una Trento diversa, raccontata da chi ha saputo osservarla da prospettive inedite.