©Adobe Stock ph. Mike Dot, The passing of the flame of the Milano Cortina 2026 Olympic torches 

Sport

Insieme sotto i cinque cerchi

Voci e volti di chi ha ricevuto la convocazione come atleta, ha portato la fiamma olimpica o farà volontariato

5 febbraio 2026
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di Elisabetta Brunelli
giornalista, Ufficio Stampa e Relazioni esterne

La convocazione ai Giochi invernali 2026 è arrivata per Chiara Betti, Eleonora Bonafini e Davide Ghiotto. La comunità universitaria fa il tifo per loro che studiano o hanno studiato a UniTrento. E a coinvolgere studenti e studentesse, alumni e alumne di Ateneo ci sono anche la torcia olimpica e il volontariato. Ecco qualche esperienza.

«Quello che provi arrivando a Trento con la fiamma olimpica in mano è un’emozione quasi superiore a quella di vincere una medaglia», commenta Ruggero Tita, velista, oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024, laureato in triennale e in magistrale al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione di UniTrento con il programma TopSport. A lui è stata affidata l’accensione del braciere in piazza Duomo nella serata di giovedì 29 gennaio. «Incredibile quante persone ci fossero, dappertutto. Una città viva, animata dallo spirito olimpico». A passargli la fiamma è stata Nadia Battocletti, studentessa-atleta iscritta a Ingegneria edile-Architettura a UniTrento, campionessa olimpica a Parigi 2024 con un ricco palmarès e vari record.  Tita, che ha vinto le medaglie sempre in coppia con Caterina Banti, osserva: «Avremmo potuto portare la fiamma e accendere il braciere Nadia e io insieme». Per ora non è previsto.

«La fiaccola è leggera, ma quando ti accendono la fiamma, senti tutto il peso della responsabilità. Un’emozione incredibile», racconta Davide Corraro, alumno UniTrento, laurea in Giurisprudenza, studente orientatore e tutor TopSport nella sua Facoltà durante gli anni universitari, tedoforo nella tappa di Verona. «È bello che si possa entrare nello spirito olimpico tra tutti: giovani, anziani, campioni, non sportivi come me».

Chiara Betti ha ricevuto la notizia della convocazione in presenza, durante il raduno. «Una grande emozione, sono contenta, ci speravo», commenta. Studentessa-atleta dell’Università di Trento, 24 anni il prossimo marzo, concilia lo short track con lo studio di Scienze e tecniche di Psicologia cognitiva al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive. L’anno scorso era ai Mondiali di Pechino, dove ha vinto la medaglia d’argento. Partecipare alle Olimpiadi però è un’altra cosa: «È il sogno di ogni atleta. E ringrazio la Guardia di Finanza che mi sostiene economicamente e con la sua vicinanza in questo sogno». Dalla convocazione, è cambiata l’agenda? «Non è cambiata. È quella quotidiana. Gli allenamenti sono da lunedì a sabato due ore e mezza due volte al giorno. La domenica si riposa, se non ci sono gare».

L’impegno nello sport è molto, ma c’è anche quello per lo studio. Chiara Betti ha scelto infatti il programma dual career TopSport. «Terminate le superiori, ho deciso di iscrivermi all’università anche se l’inverno non riesco mai a dare esami». Si rifà nel resto dell’anno. «La disciplina nello sport ti aiuta a concentrarti nello studio, a rispettare gli impegni che ti prendi».

Al suo esordio olimpico anche Eleonora Bonafini, atleta di hockey su ghiaccio, alumna dell’Università di Trento, laureata triennale e magistrale al Dipartimento di Economia e Management con il programma TopSport. Lo considera una bella soluzione perché permette di affiancare gli studi universitari alla carriera agonistica.

«Sapevamo che l’Italia avrebbe partecipato di diritto in quanto nazione ospitante, ma non si sapeva chi di noi avrebbe potuto esserci», racconta a UniTrentoMag il 30 gennaio. Alla fine dall’allenatore è arrivata la comunicazione che era tra le 23 persone convocate. «È un sogno che hai, ma non credi che un giorno possa avverarsi. Il mondiale non ha lo stesso significato. L’orgoglio di partecipare ai giochi olimpici deriva dalla storia e dall’importanza dell’evento stesso. L’olimpiade è il sogno della carriera».

All’avvicinarsi delle gare, l’emozione diventa sempre più forte, cresce lo stress. Ma per Eleonora Bonafini è l’hockey stesso il vero anti-stress. «L’hockey è quello mi fa staccare dal lavoro e dalle mie giornate», confida.

Alla terza partecipazione olimpica, invece, Davide Ghiotto. La sua disciplina è il pattinaggio di velocità su ghiaccio. Alumno UniTrento, laureato in Filosofia con il programma TopSport. Era a Pyeongchang (Corea) nel 2018 e a Pechino (Cina) nel 2022. Nella seconda è stato anche medagliato. «C’è emozione, ma avere già partecipato e fatto medaglia, mi fa sentire più rilassato e tranquillo perché sai già cosa ti aspetta. Anche se la tensione c’è sempre qualche giorno prima delle gare».

Ogni edizione poi è diversa: «I giochi olimpici in casa comportano delle emozioni non indifferenti». A cominciare dal sostegno della gente: «Il pubblico italiano dà forza». In Corea e in Cina ha dovuto affrontare un viaggio lungo e adattarsi a cambiamenti notevoli di fuso orario, alimentazione, gestione della sanità. «Essere in Italia, a Milano, mi lascia molto più tranquillo dal punto di vista sia pratico sia mentale».

Per mantenere equilibrio e serenità ritiene importante riuscire a vedersi sempre come una persona normale, capace di staccarsi da riflettori e gare, dedicandosi alla famiglia e agli amici. «Il programma TopSport è un parallelo di carriera che mi ha aiutato perché una parte della giornata ero atleta e una parte studente».

Gare, ma non solo. Un po’ di Ateneo c’è anche tra i volontari.

È il caso di Stefano Casalaina, alumno UniTrento, laureato in Interfacce e tecnologie della comunicazione, che nei week-end dà supporto alle gare controllando che tutto sia in ordine sulle piste di Tesero. La candidatura «nasce dalla volontà di partecipare a questo evento grandioso e che abbraccia il territorio dove sono nato (Belluno) e dove vivo (Trento)».

A Ludovico Cappellato, studente della laurea magistrale in Informatica, orientatore e tutor TopSport al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione, con esperienze nella Protezione civile, è stato assegnato l’incarico dal 9 febbraio. «Farò il volontario per una settimana nell’area tecnica di accreditamento al villaggio olimpico di Cortina».