Aaron Gaio durante una gara ©Federazione internazionale di orienteering

Storie

Di corsa tra orienteering e matematica

Aaron Gaio è ricercatore a Povo Zero, ma anche campione europeo nell’orientamento di precisione

27 maggio 2024
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di Federico Fuiano
Ufficio Sport

Lo scorso 10 maggio Aaron Gaio ha vinto il titolo europeo di orienteering di precisione nella specialità Pre-O, conquistando a Turku, in Finlandia, una storica medaglia d’oro. L’atleta azzurro, classe 1988, originario di Imer nel Primiero, si è laureato nel 2014 in Matematica all’Università di Trento. Ora, è ricercatore dello stesso Ateneo dove si occupa di didattica della matematica.

Dottor Gaio, che emozione ha provato nel conquistare una medaglia d’oro continentale?

«Sono molto contento, ma sono già tornato al lavoro (ride, ndr). È stata una vittoria inaspettata, ovviamente avevo preparato la gara al meglio, ma non mi sarei mai immaginato di ottenere un risultato simile. Quando si gareggia nei paesi nordici, che rappresentano la patria dell’orienteering, ci si approccia alla sfida sempre con un minimo di riverenza e soprattutto ci si aspetta che gli atleti locali siano favoriti, considerata anche la loro migliore conoscenza dei terreni di gara».

La sua vita si divide tra orienteering e matematica. Come nascono queste due passioni?

«La mia passione per l’orienteering ha origine ai tempi della scuola primaria, quando mi avvicinai a questa disciplina frequentando un corso dedicato. Da quel momento non ho più abbandonato questo sport, che di fatto pratico da oltre vent'anni. All’orienteering di precisione mi sono avvicinato invece nel periodo della pandemia Covid-19, tramite lo svolgimento di alcune sfide online: la disciplina in questione, che ha la peculiarità di presentare delle cartine più dettagliate e richiede di individuare a distanza i punti durante il percorso, può essere allenata anche in maniera virtuale. La decisione di studiare matematica è maturata invece nel periodo delle scuole superiori, con la scoperta dei giochi matematici. Dopo aver frequentato il liceo scientifico, infatti, mi sono iscritto all’Università di Trento, dove mi sono laureato nel 2014 e dove sono tornato come ricercatore».

 In cosa consiste la sua attività di ricerca all’Università?

«Faccio parte del progetto di ricerca UniCo-InMat, finanziato all’interno dei progetti strategici Covid-19. Il progetto valuta l’inizio di carriera degli studenti e i loro risultati nei corsi di base di Matematica, attraverso una raccolta dati e la somministrazione di questionari alle matricole dei vari dipartimenti coinvolti. Stiamo cercando misure di supporto per gli studenti in ingresso, tramite la creazione di un percorso online. Nello specifico stiamo analizzando come cambia la percezione che hanno gli studenti delle loro abilità nel corso del loro primo anno accademico. Mi occupo poi in generale di didattica della matematica e faccio ricerca sull’insegnamento e l'apprendimento della matematica, soprattutto al primo ciclo di istruzione. Lavoro inoltre alla creazione di task didattici in collaborazione con le scuole».

C’è qualche punto di contatto tra la sua attività accademica e quella sportiva?

«Negli anni scorsi ho svolto alcuni lavori di ricerca legati all’orienteering. I meccanismi mentali con cui si possono comprendere le mappe di orienteering sono gli stessi che si mettono in campo per la visualizzazione spaziale nei problemi di geometria. A livello personale sono sempre stato curioso, sto notando che spesso chi è abile in questo sport ha poi un’attitudine particolare nelle materie scientifiche. La capacità di comprendere una mappa, così come la capacità di astrazione, sono aspetti che interessano entrambi gli ambiti».

Com’è conciliare attività sportiva ed accademica?

«Dedico gran parte del mio tempo libero all’orienteering, quasi tutti i miei fine settimana sono occupati dalle competizioni. Fortunatamente l’orienteering di precisione prevede una gran parte di allenamento e preparazione a secco, attraverso lo studio delle mappe e l’analisi dei territori di gara».

Quali sono i suoi prossimi appuntamenti sportivi?

«Dal punto di vista agonistico il prossimo anno sono in programma i campionati mondiali in Ungheria e Slovacchia. Poi la mia attività non si limita all’agonismo, oltre ad essere un atleta ricopro il ruolo di tecnico giovanile per il Comitato Trentino e di tecnico nell’organizzazione di manifestazioni. Segnalo infine che, sempre nel 2025, si terranno in Trentino i campionati mondiali giovanili di corsa orientamento».