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Vita universitaria

Lo svago che fa bene

Le vacanze servono a ricaricarsi e migliorano le funzioni cognitive. Dialogo con Gianluca Esposito, studioso di neuroscienze

31 luglio 2025
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Paola Siano
Ufficio Stampa e Relazioni esterne

Chi ha detto che trascorrere un periodo a non fare (apparentemente) nulla sia tempo sprecato? Prendersi una pausa da impegni, scadenze, ritmi frenetici, riunioni, piccoli e grandi stress quotidiani è rigenerante per il cervello. Se intuitivamente questo lo si poteva immaginare, a confermarlo ci pensa la scienza. Lo svago, spesso sottovalutato, è in realtà uno strumento fondamentale per il benessere psichico e prevenire il burnout. I prossimi giorni di riposo dal lavoro, possono diventare dunque occasione per nutrire la mente. Un tempo dall’”andamento lento”, rilassante, rigenerativo. Al quale reagisce la chimica del nostro organismo, con effetti positivi sull’umore e sulle relazioni interpersonali. E non occorre strafare. Ne parliamo con Gianluca Esposito, direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento e professore di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione.

Professore, cosa succede al nostro cervello quando ci concediamo una sosta dalla routine quotidiana? Qual è l’impatto sul benessere mentale e cognitivo?

Da un punto di vista neurobiologico, la sospensione delle attività quotidiane strutturate, non necessariamente solo lavorative, ha un impatto sulla gestione del cortisolo, l’”omone dello stress” presente nei momenti di pressione sia fisica che psicologica, quelli in cui sentiamo di avere un orologio continuo sulla schiena per intenderci. Interrompere ciò che crea ansia o tensione abbassa il livello di cortisolo. Di solito poi, nel periodo di vacanze si cambia ambiente. Ci si sposta in un luogo più naturalistico, al mare o in montagna, e questo ha un effetto calmante sul sistema fisiologico. Tali cambiamenti sono associati a un miglior processamento dei livelli di dopamina e serotonina, entrambi neurotrasmettitori legati al benessere. In generale quindi con l’abbassamento del cortisolo e l’aumento di dopamina e serotonina migliora il tono dell'umore.  

Il riposo estivo può avere effetti positivi sulla memoria e sulla concentrazione?

Questo discorso è legato alla stanchezza. Comunemente diciamo di aver bisogno di staccare per una ricarica. Questa non è solo una metafora, è un vero e proprio processo cognitivo. Il riposo mentale offre dei vantaggi su attenzione e memoria. Questo è il periodo in cui nascono le idee di progetti nuovi da fare durante l'anno. Non accade per magia. Ma perché liberiamo risorse cognitive che hanno a che fare con la creatività. Facciamo spazio nella memoria e abbiamo così la possibilità di processare cose diverse.

C’è una differenza tra svago attivo (per esempio praticare sport o fare escursioni) e passivo (guardare un film, leggere un libro) dal punto di vista neurologico? 

Entrambi sono importanti. Il nostro cervello processa un corpo in uno spazio, quindi l'attività motoria sicuramente comporta beneficio. L’attività motoria aumenta le endorfine, abbassa ulteriormente il cortisolo e aumenta la serotonina. Tuttavia io non escluderei nemmeno i benefici derivanti da attività di tipo, diciamo così, sedentario. Leggere un libro sotto l’ombrellone può significare anche prendersi del tempo per un'attività che piace ma che non si è potuta fare durante l’anno.

Quanto tempo serve, secondo le neuroscienze, per un recupero mentale efficace?

Alcuni studi storici parlano del magico numero sette. La luna di miele deve durare tra i sette e i 14 giorni, perché dal quindicesimo giorno le persone cominciano a non sopportarsi più, e prima del settimo giorno è troppo poco per stare insieme. Diciamo che in una società veloce come la nostra anche i tempi delle vacanze sono cambiate: la vacanza degli anni Sessanta e Settanta del boom economico durava anche due mesi. Oggi questo non è più possibile per la stragrande maggioranza della popolazione. Però tutte le attività che durano meno di settimana difficilmente riescono ad avere un impatto continuativo. Il cortisolo, che segue una variazione diurna, per stabilizzarsi ha bisogno di almeno sei cicli completi. Per cui direi che serve perlomeno una settimana di vacanza per sentirne i benefici

Quanto è importante “staccare” anche digitalmente durante le vacanze?

È una cosa che si deve cercare di fare. Viviamo in una realtà altamente digitalizzata. Io temo che sotto l'ombrellone le persone non leggano un libro ma scorrano le notizie sui telefonini. E questo non è rilassante perché non si stacca veramente. Un suggerimento è cercare di dedicarsi alle relazioni interpersonali, coltivare le amicizie e curare i rapporti familiari. Questo tiene distanti dai social e dai dispositivi digitali.

Ci sono abitudini che potremmo adottare in estate per migliorare il nostro benessere mentale?

Direi che è l'igiene del sonno è forse la cosa più importante. Gustarsi le ore di luce del mattino e dormire nelle ore di buio aiuta il nostro sistema.

Niente ore piccole quindi?

Diciamo che sarebbe più utile evitarle. Da un punto di vista fisiologico bisognerebbe rispettare i ritmi circadiani. Cosa che va di pari passo con un’alimentazione regolare e non eccessiva.