un'immagine dell'archivio personale donato all'Ateneo ©UniTrento ph. Federico Nardelli

Vita universitaria

Un prisma sulla storia locale

L’archivio personale di Donata Borgonovo Re all’Ateneo: nei documenti trent’anni di docenza e incarichi istituzionali

26 novembre 2025
Versione stampabile
di Elisabetta Brunelli
Ufficio Stampa e Relazioni esterne

Appunti, quaderni, verbali. Tanti da riempire un armadio. Documenti prodotti in trent’anni di docenza universitaria come amministrativista e delle sue attività istituzionali tra cui quelle di assessora del Comune di Trento con delega al personale, alla riorganizzazione e ai rapporti con i cittadini, di difensora civica della Provincia autonoma di Trento e di assessora alla salute e alla solidarietà sociale e di consigliera provinciale. Archivio personale che Donata Borgonovo Re, appena andata in pensione, lascia all’Università di Trento.

La firma dell’atto di donazione tra la ricercatrice Donata Borgonovo Re e il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian è avvenuta nella Sala degli Stucchi di Palazzo Sardagna il 25 novembre 2025 alla presenza del marito e dei due figli della docente. All’incontro hanno partecipato poi Andrea Giorgi (professore ordinario di Archivistica di UniTrento) e Thomas Cammilleri (responsabile dell’Ufficio Archivio, Protocollo e Servizio postale), che custodiranno l'archivio.

Come si chiarisce nella convenzione, l’obiettivo è conservare, tutelare e valorizzare l’archivio personale che raccoglie appunti, quaderni e verbali di trent’anni di attività.

La decisione di donarlo all’Ateneo è maturata da un incrocio di interessi. Infatti, da un lato la docente desiderava che non venisse disperso. Dall’altra l’Università ha ritenuto che i suoi documenti fossero meritevoli di acquisizione, considerato i ruoli di primo piano all’interno di diverse istituzioni che Borgonovo Re ha ricoperto negli anni nella sua docenza universitaria alla Facoltà di Giurisprudenza. «L’Università dichiara di accettare i beni ricevuti in donazione e manifesta la volontà di disporre dell'archivio per ampliare il proprio patrimonio storico/culturale, provvedendo alla sua conservazione e impegnandosi a renderlo fruibile alla collettività previa attività di ordinamento e inventariazione archivistica», si dichiara nell’atto. E si sottolinea: «I beni donati costituiscono un patrimonio culturale e scientifico inestimabile per l’archivio storico dell’Università e per la collettività».

Da parte sua, Donata Borgonovo Re esprime soddisfazione e sorpresa al tempo stesso. «Non avevo dato così tanta importanza a questi documenti della mia vita. Pensavo fossero qualcosa solo di interesse personale. Poi parlando con il professor Andrea Giorgi e con il dottor Thomas Cammilleri è emersa questa rilevanza che trascende da me. È proprio vero che lo sguardo delle altre persone spesso ci aiuta a dare valore a ciò che facciamo», osserva.

Riprende: «I documenti del mio archivio raccontano un pezzetto di storia locale dal prisma delle mie attività istituzionali. Per questo verranno messi a disposizione di chi per studio, per ricerca, per interesse personale vuole ricostruire passaggi decisivi della comunità trentina».

Il materiale sarà conservato nell’Archivio storico di Ateneo. L’Università si impegna a condividere con Donata Borgonovo Re le modalità di accesso.