C’è chi lo conosce per gli studi di fisica, i libri usciti nella collana Landau-Lifshitz, l’equazione che porta il suo nome e che descrive la dinamica di un sistema di bosoni ultrafreddi. Ma ci sono soprattutto persone legate a lui da amicizia e collaborazione scientifica pluriennali. Lunghezze d’onda e frequenze diverse che, insieme, compongono la figura di Pitaevskii e ne restituiscono il rapporto speciale che ebbe con l’Ateneo di Trento. Tra stima e nostalgia il 27 maggio a Povo si è svolta la cerimonia di intitolazione dell’aula A104 del Polo Ferrari 1 al fisico di origini russe Lev Petrovich Pitaevskii.
Il pomeriggio si è aperto con il saluto istituzionale del rettore di UniTrento Flavio Deflorian e gli interventi del direttore del Dipartimento di Fisica Gianluca Lattanzi e di Sandro Stringari, professore emerito dell'Università di Trento e amico di Pitaevskii, promotore dell’intitolazione.
Si sono ricordati i momenti più importanti della carriera dello scienziato russo e ci si è soffermati sulle collaborazioni scientifiche con il gruppo del Dipartimento di Fisica di Trento e con altri laboratori italiani e stranieri.
Quindi il videomessaggio di Eric Cornell, premio Nobel per la fisica nel 2001, a testimoniare la statura scientifica del fisico russo che amava il Trentino come una seconda patria, che scelse di vivere a Povo e di essere sepolto nel cimitero di Trento. Ancora oggi – riferiscono gli amici più intimi - accade che ex allievi ed ex allieve in visita a Trento, da varie parti del mondo, facciano visita alla sua tomba portando dei fiori.
La cerimonia è proseguita con il colloquium “When Crystals Flow: The Emergence of Supersolid Quantum States” tenuto da Francesca Ferlaino, professoressa dell'Università di Innsbruck, che da anni interagisce con il Centro Bec (Bose-Einstein Condensation) di Trento su temi di ricerca comuni e collabora con l'Associazione italiana Studenti di Fisica nell’organizzazione della settimana "Trento-Innsbruck Quantum Information Tour" per la visita dei laboratori nelle due sedi universatarie. Ferlaino ha messo in evidenza l’eredità di Lev Pitaevskii nell’evoluzione della fisica quantistica.
Infine, ha concluso l’evento il racconto “Lev Pitaevskii's life in Moscow” narrato da due persone che hanno coltivato l’amicizia con lui anche durante il periodo trentino: Marina Sakharov Liberman, vice-presidente della fondazione Andrei Sakharov, che supporta iniziative a sostegno dei diritti umani nel mondo e che è dedicata al fisico e dissidente russo, nonno di Marina, e Mikhail Liberman, professore dell'Università di Stoccolma, amico di Lev Pitaevskii da quando entrambi lavoravano al Kapitza Institute di Mosca.
Lev Pitaevskii (Saratov, 18 gennaio 1933 – Rovereto, 23 agosto 2022), cresciuto alla scuola Lev Landau, è stato uno dei più eminenti fisici teorici al mondo nel campo della fisica statistica e della fisica della materia condensata. Alla fine degli anni '80, da Mosca, iniziò una collaborazione scientifica con Sandro Stringari a Trento che portò alla sua chiamata come docente. Trasferitosi definitivamente a Povo, mantenne il ruolo di professore all’Università di Trento dal 1998 fino al suo pensionamento, avvenuto nel 2008, ma il suo lavoro di ricerca proseguì intensamente anche negli anni successivi.
Nel 2022 il Centro Bec, dove era stato protagonista di tante ricerche insieme ai colleghi del Dipartimento di Fisica di UniTrento e dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche, è stato rinominato Pitaevskii Bec Center.
Ora è arrivata la decisione dell’Ateneo di dare il suo nome anche a un’aula universitaria, lì dove si trasmette il sapere. L’intitolazione «intende onorare la memoria del professor Lev Pitaevskii, valorizzandone il prestigio che ha conferito all’Ateneo e perpetuandone il ricordo tra le future generazioni», si afferma nella motivazione.
L’iter è partito da una lettera del professore emerito Sandro Stringari, amico di lunga data di Pitaevskii, al Consiglio di Dipartimento di Fisica e ha ottenuto il supporto delle strutture accademiche che condividono gli spazi del Polo Ferrari: i dipartimenti di Ingegneria industriale; Ingegneria e Scienza dell’Informazione; Biologia cellulare, computazionale e Integrata; Matematica. Dopo la delibera del Consiglio di Dipartimento del 17 dicembre 2025, la parola è passata al Senato accademico.
«Il professor Pitaevskii è stato un illustre docente ricercatore del Dipartimento di Fisica per più di vent’anni e la sua testimonianza umana e professionale è ancora fortemente presente nella comunità accademica dell’Università di Trento. Inoltre, il suo profilo scientifico è di eccezionale rilievo a livello nazionale e internazionale, come emblematicamente dimostrato dal fatto che il nome della famosa equazione Gross-Pitaevskii è menzionato quasi mille volte nel titolo delle pubblicazioni scientifiche registrate da Web of Science», si legge nella delibera del Senato accademico che il 14 gennaio 2026 ha dato il via libera finale all’intitolazione.
The friendship equation
Room A104 of Polo Ferrari 1 named after Lev Pitaevskii to enhance his legacy among the younger generations
Some people know him for his physics studies, for his books published in the Landau-Lifshitz series, or the equation that bears his name and that describes the dynamics of an ultracold boson system. Above all, however, he was someone to whom many people were bound by long-lasting friendship and scientific collaboration. These people, together, like different wavelengths and frequencies, helped to describe Lev Petrovich Pitaevskii and the special relationship he had with the University of Trento. The ceremony to name room A104 of Polo Ferrari 1 after the Russian physicist took place in Povo on the 27th May amid admiration and nostalgia.
The event opened with an address by rector Flavio Deflorian and the speeches of Gianluca Lattanzi, director of the Department of Physics, and Sandro Stringari, professor emeritus of the University of Trento, a friend of Pitaevskii, and proponent of the dedication.
The speeches recalled the most important moments of the Russian scientist's career and focused on his scientific collaborations with the group of the Department of Physics of Trento and with other Italian and foreign laboratories.
The ceremony continued with a video message from Eric Cornell, Nobel Prize in Physics in 2001, who recalled the scientific profile of the Russian physicist who loved Trentino as a second homeland and chose to live in Povo and be buried in the cemetery of Trento. Even today, his closest friends say, former students visiting Trento from various parts of the world bring flowers to his grave."
Later Francesca Ferlaino, professor at the University of Innsbruck, held a colloquium on "When Crystals Flow: The Emergence of Supersolid Quantum States". She has been working for years with the Bose-Einstein Condensation-BEC Center in Trento on common research topics and collaborates with the Italian Association of Physics Students in the organization of the "Trento-Innsbruck Quantum Information Tour", a week-long event in which students can visit the laboratories of the two universities. Ferlaino highlighted Lev Pitaevskii's legacy in the evolution of quantum physics.
The meeting concluded with a reading of "Lev Pitaevskii's life in Moscow", narrated by two friends who had also accompanied him during his time in Trentino: Marina Sakharov Liberman, vice-president of the Andrei Sakharov foundation - dedicated to Marina's grandfather, Russian physicist and dissident Andrei Sakharov, which supports human rights initiatives worldwide - and Mikhail Liberman, professor at the University of Stockholm, who had been friends with Lev Pitaevskii since their time together at the Kapitza Institute in Moscow.
Lev Pitaevskii (Saratov, 18 January 1933 – Rovereto, 23 August 2022), who trained at the Landau school, was one of the most eminent theoretical physicists in the world in the field of statistical physics and physics of condensed matter. At the end of the 1980s, while based in Moscow, he began a scientific collaboration with Sandro Stringari in Trento, which led to an invitation to teach in Trento. After moving permanently to Povo, he remained a professor at the University of Trento from 1998 until his retirement in 2008, but his research continued intensively in the following years.
In 2022, the Bec Center, where he had led many studies together with colleagues from the Physics Department of UniTrento and the National Institute of Optics of the National Research Council, was renamed the Pitaevskii Bec Center.
Now the University has decided to name a classroom after him, as a place where knowledge is passed down to the next generations. The naming "aims to honour the memory of Professor Lev Pitaevskii, recognising the prestige he has given to the University and keeping his memory alive", states the motivation.
The naming proposition started with a letter from Professor Sandro Stringari, a long-time friend of Pitaevskii, to the Physics Department Council, which obtained the support of the departments that are housed at the Ferrari campus, i.e. the departments of Industrial Engineering; Information Engineering and Computer Science; Cellular, Computational and Integrative Biology; Mathematics. After the resolution of the Department Council of 17 December 2025, the proposal needed the approval of the Academic Senate.
"Professor Pitaevskii was an esteemed researcher and professor of the Department of Physics for more than twenty years and his human and professional legacy is still strongly felt in the academic community of the University of Trento. Moreover, his scientific work is of exceptional importance at the national and international level, as demonstrated by the fact that the name of the famous Gross-Pitaevskii equation is mentioned almost a thousand times in the title of the scientific publications indexed in Web of Science," reads the resolution of the Academic Senate that gave the final approval to the dedication on 14 January 2026.




