Oltre una persona su cinque durante l’esperienza universitaria all’Ateneo di Trento va in Erasmus o fa un altro periodo di studio all’estero riconosciuto dal suo corso di laurea. Il dato nazionale è del 10%. L’alta mobilità studentesca internazionale è una delle caratteristiche di laureati e laureati di UniTrento che emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, appena presentato. La fotografia ritrae performance formative ed esiti occupazionali sopra la media per chi consegue il titolo all’Università di Trento. Descrive un ateneo attrattivo, aperto all’internazionalizzazione e capace di intercettare aspettative e progetti delle giovani generazioni. Che qui riescono nella maggior parte dei casi (67,5% rispetto al dato nazionale di 60,4%) a laurearsi in corso con voto migliore ed età inferiore alla media italiana, spesso arricchendo il loro curriculum con un’esperienza di studio all’estero e ottenendo dopo il conseguimento del titolo un lavoro ben retribuito.
Nel dettaglio, AlmaLaurea ha analizzato le performance formative di circa 335 mila laureati e laureate del 2025 (195 mila laureati/e di primo livello, 107 mila dei percorsi magistrali biennali e 33 mila a ciclo unico) di 81 università italiane. Tra loro 3.765 laureati e laureate 2025 UniTrento (di cui 2mila di primo livello, 1.394 magistrali biennali e 371 a ciclo unico).
L’indagine sugli esiti occupazionali della laurea ha riguardato invece circa 700 mila laureati/e di 81 università, di primo e secondo livello, del 2024, 2022 e 2020 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. In questo caso per UniTrento sono stati coinvolti complessivamente in 7.504.
«Il Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma le elevate performance formative dei nostri laureati e delle nostre laureate. Arrivano alla laurea con maggiore regolarità negli studi, età inferiore e voto migliore rispetto al quadro nazionale. Un altro aspetto interessante è la composizione con il 60,5% che proviene da fuori regione (il dato italiano è del 24%). A contraddistinguere laureati e laureate dell’Ateneo è poi ancora una volta la dimensione internazionale con un’alta mobilità studentesca. Infatti, anche dal rapporto di quest’anno, emerge che ha compiuto un’esperienza di studio all’estero (Erasmus in primo luogo) il 23% dei laureati e delle laureate UniTrento: significa più del doppio rispetto al dato italiano del 10%. Con punte del 37,4% tra chi ha conseguito laurea magistrale a ciclo unico a UniTrento (rispetto al 15,8% del resto d’Italia)», commenta il rettore Flavio Deflorian.
Il rettore dell’Università di Trento si sofferma poi sulla soddisfazione per l’esperienza universitaria nel suo complesso che è stata dichiarata da circa 9 persone su 10. Per questa valutazione AlmaLaurea ha scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal campione su rapporto con il corpo docente, attività didattiche svolte, carico di studio ritenuto adeguato alla durata del corso.
Deflorian passa quindi ad analizzare gli esiti occupazionali della laurea rivelati dall’indagine: «Anche in questo contesto i dati sono positivi. UniTrento infatti si distingue per il tasso di occupazione dopo la laurea, che per laureati e laureate di secondo livello a un anno dal titolo è dell’84,3% e a cinque anni del 94,6%, ma anche per la retribuzione mensile netta che a un anno dalla laurea è di 1.627 euro e a cinque anni di 2.090».
Dal Rapporto AlmaLaurea emerge che il 37% di laureati e laureate UniTrento è occupato in Trentino Alto Adige, il 50,9% in un’altra regione italiana e l’11,8% lavora all’estero.
Il 66,9% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 29,6% nel pubblico; il 3,4% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe l’80,6%, l’industria accoglie il 18,6% degli occupati; 0,3% la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.




